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Divieto di pregare in classe, genitori contro nella scuola di Palermo

Un gruppo di famigliari degli alunni a scuola con la costituzione in mano, mentre il deputato leghista ha riportato una statua della Madonna rimossa dal preside

Divieto di pregare in classe, genitori contro nella scuola di Palermo

I corridoi della scuola elementare Ragusa Moleti di Palermo

PALERMO - Genitori contro alla scuola Ragusa Moleti di Palermo, al centro delle polemiche sulla statua della Madonna in classe. Un gruppo di genitori è arrivato con la Costituzione in mano protestando contro quei genitori che hanno attaccato il preside Nicolò La Rocca che aveva tolto la statua della Madonna e vietato le preghiere collettive nelle aule. «La scuola è una istituzione laica, lo dice pure la Costituzione e chi vuole fare pregare i propri figli vada in chiesa» ha detto il gruppo di genitori con una copia della Costituzione in mano. "Io ho tre figli piccoli - ha aggiunto Giorgio Maone - e non gli insegno a pregare. Non capisco perché a scuola debbano essere costretti a pregare". E ha criticato duramente la ministra Valeria Fedeli che sabato ha "redarguito" a distanza il preside Nicolò La Rocca. "Forse lo ha detto perché era in un convegno sulla dottrina religiosa - ha detto ancora Maone- questi arredi (statue della madonna ndr) non devono stare in una scuola». Maone non si è però contrario al presepe o al Natale. "Sono feste tradizionali - ha spiegato - non ci trovo nulla di male. Ma la preghiera è un’altra cosa".

«Siamo di tradizione Cristiana - ha ribattuto Daniela Mazza - non capisco che male c'è a pregare in classe». Mentre un papà pastafariano Francesco Chiappare è contrario alle statue in classe.«Io sono di religione diversa - ha detto - perché i bimbi devono invece essere costretti a pregare prima di mangiare?».

Oggi alla scuola Ragusa Moleti è andata in scena anche la protesta del deputato leghista Alessandro Pagano che portato la statua della Madonna alla scuola elementare  di Palermo ma è rimasto fuori dal cancello. Il parlamentare, accompagnato da un gruppo di leghisti e di Noi con Salvini, ha portato la statua in segno di protesta contro il preside. «Non possono lasciarmi fuori - ha detto Pagano- io sono un rappresentante dello Stato e il preside mi deve fare entrare. Questo dimostra ancora una volta che questo preside non è all’altezza del suo ruolo». Ma in questi giorni il preside è fuori Palermo. Solo dopo un quarto d’ora, dopo l’intervento della Digos, Pagano è stato fatto entrare con la statua della Madonna fa le mani. Con lui anche la consigliera comunale Sabrina Figuccia (UDC) che ha critica i genitori con la costituzione in mano: «Non si può cancellare in un sol colpo tutte le nostre tradizioni, soprattutto quelle tramandate dalle proprie famiglie. Trovo la circolare del preside un atto di arroganza del tutto illegittimo che non tiene conto della maggioranza dei bambini e che per questo va assolutamente revocato». 

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