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La massoneria siciliana apre i suoi “templi” un anno dopo il sequestro degli elenchi

Indetta la giornata della fierezza massonica. Nella nostra regione regione ci sono 2300 “muratori”. Il gran maestro Bisi: «In 27 anni e su undicimila iscritta solo sei i condannati»

La massoneria siciliana apre i suoi “templi” un anno dopo il sequestro degli elenchi

Per la prima volta e per un solo giorno all'anno il Grande Oriente d'Italia apre le porte dei suoi templi al pubblico. La giornata individuata è giovedì 1 marzo, quando dalle 18 alle 23, i circa 2300 massoni siciliani accoglieranno la stampa e tutti gli interessati nei locali di piazzetta Speciale 9, a Palermo, in occasione del giorno della fierezza massonica.

L'evento promosso dal Gran Maestro Stefano Bisi si svolgerà – come spiega una nota del Grande Orienta d’Italia - esattamente un anno dopo la perquisizione e il sequestro degli elenchi con il nome dei Fratelli della Calabria e della Sicilia da parte dei finanzieri dello Scico per la Commissione Antimafia nella sede del Vascello, a Roma. «Un'occasione per comunicare la bellezza della nostra plurisecolare opera per l'elevazione dell'Uomo e per il Bene dell'Umanità», ha detto Stefano Bisi. Ed è per questo che la Sicilia seguendo l'esempio delle altre sedi massoniche sparse in Italia, si mostrerà alla stampa e al pubblico.

Il programma prevede visite guidate ogni mezz'ora all'interno di due dei templi della Casa massonica siciliana con la spiegazione dei simboli e alcuni cenni storici sulla Massoneria. Il tutto all'interno di un vecchio palazzo nobiliare in stile cinquecentesco, ma con una struttura originaria tardo medievale.

Bisi ha anche spiegato che dall’analisi della Commissione Antimafia sugli elenchi sequestrati è emerso che «in 27 anni su oltre undicimila iscritti al Grande Oriente d'Italia (inclusi bussanti, espulsi e sospesi), 122 sarebbero rimasti coinvolti, ma non si precisa con quale imputazione, in processi avente per oggetto reati di mafia - scrive il Gran Maestro Stefano Bisi nel libro "Massofobia: l'antimafia dell'inquisizione", edizioni Tipheret- ma che la gran parte di essi è stato prosciolto o assolto. In sei sarebbero stati condannati (due di questi bussanti, cioè hanno chiesto di entrare nell'Istituzione ma sono stati lasciati alla porta; uno è stato sospeso e un altro depennato già nel 2005 perché iscrittosi a un'altra comunione massonica). Numeri irrilevanti […]».

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