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Palermo, aggressione a Ursino, i due antagonisti non rispondono al Gip

Il legale dei due giovani arrestati: «Siamo di fronte ad un soggetto che è stato sicuramente aggredito, ma non c'era alcun intento di uccidere, tanto più che le lesioni non erano neppure gravi. Il pm provi che si tratta di tentato omicidio»

Palermo, aggressione a Ursino, i due antagonisti non rispondono al Gip

«I miei assistiti si professano estranei ai fatti, in linea generale quello che sosteniamo, come linea difensiva, è che non si può parlare di tentato omicidio a fronte di un soggetto che è stato sicuramente aggredito, ma non c'era alcun intento di uccidere, tanto più che le lesioni non erano neppure gravi. Tanto è vero che Ursino è stato dimesso con 20 giorni di prognosi e cinque giorni di riposo».

Lo ha detto l’avvocato Giorgio Bisagna, legale di Gianmarco Codraro e Carlo Mancuso, i due antagonisti arrestati con l'accusa di tentato omicidio per l’aggressione a Massimo Ursino, leader palermitanto di Forza Nuova, prima di lasciare il Palazzo di giustizia di Palermo dove è appena terminata l’udienza di convalida del fermo dei due giovani militanti dei centri sociali.

I due sono stati ascoltati in momenti diversi perché hanno il divieto di incontro tra loro.

«Mi sono opposto sia alla convalida del fermo sia alla emissione della custodia cautelare in carcere perché in punto di fatto, a mio avviso, non ci sono elementi di prova minimi che possano reggere l’accusa di tentato omicidio a carico dei miei assistiti, e comunque il capo di imputazione è veramente sproporzionato - dice ancora Bisagna - Stiamo parlando di tentato omicidio aggravato da motivi futili e abietti. Peraltro in contrasto con quanto affermato di recente dalla Cassazione per la quale il movente politico non è mai né futile né abietto».

Sulla decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere di Codraro e Mancuso, l’avvocato Giorgio Bisagna spiega: «Abbiamo ritenuto che allo stato di avvalessero della facoltà di non rispondere perché ricordo che nel processo è l’accusa che deve provare la colpevolezza e sostenere la bontà delle proprie tesi. E non viceversa».

Bisagna ribadisce poi che si tratta di« accuse da fantadiritto» perché «obiettivamente, quello che è stato prodotto fin qui sono dei frame di immagini sfocate in cui non si intravedono i visi e le fattezze delle persone. Ecco perché ho parlato di fantadiritto».

Il gip, che si è riservato di decidere sia sulla convalida del fermo che sulla misura cautelare, dovrà pronunciarsi entro mezzogiorno di domani, quando scadono i termini. Alla domanda su come stanno vivendo questa vicenda i due arrestati, Bisagna risponde: «I due ragazzi sono sereni...».

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