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Palermo, ergastolo al benzinaio che diede fuoco e uccise un clochard

La vittima, Marcello Cimino di 40 anni, stava dormendo sotto i portici dei Cappuccini. Carcere a vita per Giuseppe Pecoraro che avrebbe ucciso l'uomo perché credeva gli insidiasse la moglie

Palermo, ergastolo al benzinaio che diede fuoco e uccise un clochard

Giuseppe Pecoraro

Condannato all’ergastolo l’uomo che un anno fa bruciò vivo, nel sonno, un clochard a Palermo. Il gup Maria Cristina Sala ha condannato al carcere a vita il benzinaio 45enne Giuseppe Pecoraro nel processo che si è svolto con il rito abbreviato.

L'uomo il 10 marzo 2017 gettò della benzina addosso al clochard quarantenne Marcello Cimino che dormiva nel ricovero dei Cappuccini e poi gli diede fuoco, uccidendolo sul colpo.

Il gup ha così accolto la richiesta di condanna all’ergastolo dei pm Alfredo Gagliardi e Maria Forti. In una delle ultime udienze era stata disposta una perizia dal giudice Sala sulla capacità di intendere e di volere di Pecoraro al momento dell’omicidio. Ma secondo i periti l’uomo era lucido.

I legali di Pecoraro, gli avvocati Carolina Varchi e Brigida Alaimo, avevano la richiesta di sospensione del processo per accertare la capacità di stare in giudizio di Pecoraro. Richiesta respinta dal giudice, dopo l’opposizione della Procura e del difensore delle parti civili, Antonino Palazzotto.

Pecoraro venne arrestato dalla polizia poche ore dopo il delitto, e ripreso durante l’omicidio da una telecamera di videosorveglianza. Aveva confessato dicendo di aver agito perché Cimino insidiava la sua compagna.

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