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Maxi piantagione di marijuana: arrestati cinque palermitani

Canapa indica coltivata in un magazzino nel Trapanese attrezzato a serra con impianto di ventilazione, riscaldamento e illuminazione

Maxi piantagione di marijuana:  arrestati cinque palermitani

TRAPANI - Un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Sciacca (Agrigento) nei confronti di 5 persone ritenute responsabili di aver concorso alla realizzazione di una maxi piantagione di marijuana scoperta nel settembre scorso anno nelle campagne di Poggioreale (Trapani), è stata eseguita dai carabinieri.

L’attività investigativa, denominata «Operazione Fantasma» e condotta dagli uomini dell’Arma di Castelvetrano (Trapani) sotto il coordinamento della Procura di Sciacca, fu avviata in seguito alla localizzazione di un casolare in contrada Fontanelle dove venne scoperta una piantagione indoor. In quell'occasione furono arrestati i fratelli Corte - materiali conduttori della serra - anche se gli investigatori ipotizzarono che, oltre a loro, vi erano altri soggetti coinvolti. Attraverso l’esame di tabulati telefonici e intercettazioni è stato così possibile risalire ai cinque arrestati: Salvatore e Stefano De Lisi, Antonino Nuccio, Vito Lo Presti, con precedenti specifici in materia di stupefacenti, e il figlio Salvatore. Gli indagati, oltre a essere coinvolti nella piantagione sequestrata, si sarebbero prodigati per cercare un nuovo sito dove installare una nuova serra per la coltivazione di sostanze stupefacenti.

Lo scorso anno, quando furono trovate 651 piante di canapa indica coltivate in un magazzino attrezzato a serra con impianto di ventilazione, riscaldamento e illuminazione e un fucile a canne mozze calibro 12 con matricola abrasa, furono arrestati due fratelli di Poggioreale, Antonino e Francesco Corte, di 48 e 44 anni. I due erano i materiali conduttori della serra ma il prosieguo delle indagini da parte dei carabinieri di Castelvetrano, anche attraverso un’attività di intercettazioni, ha portato alla individuazione dei cinque palermitani come persone coinvolte nell'organizzazione e predisposizione della piantagione. Gli arrestati sono stati trasferiti nel carcere Pagliarelli, a Palermo.

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