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Tesoro eredi Brancato, rigettato appello in procura su arresti

I domiciliari erano stati chiesti per la vedova e per la figlia Antonella del funzionario regionale e socio della Gasdotti. La vicenda è relativa ad un trasferimento fraudolento di valori ad Andorra

Tesoro eredi Brancato, rigettato appello in procura su arresti

PALERMO - Il Tribunale del Riesame ha rigettato l’appello della Procura che chiedeva gli arresti domiciliari per la vedova Maria D’Anna e la figlia Antonella Brancato, indagate per trasferimento fraudolento di valori. Hanno prevalso i motivi della difesa, rappresentata dagli avvocati Raffaele Bonsignore e Alberto Polizzi. La vicenda è quella legata al trasferimento nel principato di Andorra di una parte del presunto tesoro degli eredi di Ezio Brancato, il funzionario regionale e socio della Gasdotti azienda siciliana, morto nel 2000.


La prima istanza (che era anche nei confronti di Monia Brancato e per il marito Julio Quintas Casellas) era già stata rigettata dal gip Nicola Aiello ad agosto. Il giudice, pur ritenendo sussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza, aveva però stabilito che la stessa misura non sarebbe stata «attuale». Nei giorni scorsi erano stati dissequestrati - pur rimanendo bloccati ad Andorra - i beni degli eredi Brancato.

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