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Palermo, caso firme false M5S, "caccia" al poliziotto che assomiglia a Totò

Interrogazione dell'ex senatore grillino Bartolomeo Pepe sul ruolo di un commissario della Digos del quale non conosce il nome: "Ma ha le sembianze di Antonio De Curtis"

Palermo, caso firme false M5S, "caccia" al poliziotto che assomiglia a Totò

Esistono relazioni di amicizia tra il commissario della Digos che ha condotto le indagini sul caso delle firme M5s false a Palermo, e alcuni politici del M5S? E' quanto chiede di sapere in un’interrogazione datata 20 ottobre al Ministro dell’Interno, il senatore, ex M5s, Bartolomeo Pepe, che vuole lumi sul ruolo del poliziotto, che sarebbe stato visto anche in occasione della manifestazione nazionale accanto a Virginia Raggi.

Del poliziotto in questione Pepe , tuttavia, non conosce il nome ma solo l’aspetto fisico: assomiglierebbe in maniera sorprendete, secondo il senatore, al principe Antonio De Curtis, in arte Totò.
L’interrogazione di Pepe parte sempre dai fatti denunciati dalla trasmissione Le Iene a proposito delle presunte irregolarità verificatesi durante le elezioni amministrative di Palermo del 2012 da parte del M5S: sarebbero state falsificate 2.000 firme per la presentazione delle liste. «L'indagine, da quel che è dato sapere, venne archiviata per assenza di prove" ricapitola Pepe che tuttavia denuncia: «una nuova traccia significativa, a parere dell’interrogante, emerge dalla segnalazione anonima pervenuta al programma televisivo: le indagini furono condotte da agenti di Polizia in amicizia con due politici in carica del Movimento 5 Stelle».

In particolare, afferma Pepe, «si annovera il commissario della Digos di cui, nel documento inviato, non si ricordano le generalità ma si riporta la descrizione fisica: alto, con naso lungo, irregolarità nei tratti del volto e la somiglianza all’attore Antonio De Curtis, in arte Totò».

La descrizione corrisponderebbe ad un dirigete della Digos, di cui si forniscono le iniziali, «presente anche durante Italia 5 Stelle» nel cordone di protezione al sindaco di Roma Virginia Raggi. Ma ci sarebbe un altro fatto che insospettisce l'interrogante: «subito dopo la deposizione presso gli uffici della Digos, il professor Vincenzo Pintagro (militante M5S e indicato come testimone dei fatti) ha dichiarato di essere stato raggiunto telefonicamente da alcuni militanti del M5S di Palermo venuti immediatamente a conoscenza della sua testimonianza».

Pepe chiede quindi di sapere se il Ministro «sia informato dei fatti esposti e quali iniziative di propria competenza intenda adottare per tutelare e garantire la regolare procedura delle nuove indagini aperte» ma anche «quale sia la valutazione complessiva del Ministro in indirizzo in merito alla vicenda». 

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