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Palermo, Alfano firma protocollo di legalità

La sigla tra l’Anas e le nove Prefetture siciliane finalizzata alla prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dei contratti pubblici e alla prevenzione delle interferenze illecite nei cantieri stradali dell’Isola

Palermo, Alfano firma protocollo di legalità

Palermo - Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha firmato, in Prefettura a Palermo, un protocollo di legalità tra l’Anas e le nove Prefetture siciliane finalizzato alla prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dei contratti pubblici e alla prevenzione delle interferenze illecite nei cantieri stradali dell’Isola.


«Le clausole del protocollo - ha detto il presidente di Anas Gian Vittorio Armani - verranno applicate a tutti i lavori di importo superiore ai 250 mila euro e prevedono un rigoroso screening, curato dalle forze dell’ordine, di tutte le imprese coinvolte, sia in qualità di appaltatori che di subappaltatori e subcontraenti».


Il monitoraggio si avvarrà del «Settimanale di cantiere», uno strumento di controllo in cui verranno annotate le presenze quotidiane nei cantieri di uomini e mezzi. Previste anche forme di controllo più severe della qualità del calcestruzzo.
«Il protocollo di legalità - ha spiegato Armani - recepisce le misure dell’accordo tra il ministero dell’Interno e l'Autorità nazionale anticorruzione finalizzate al contrasto del fenomeno della corruzione».

Il ministro dell'Interno si è poi soffermato su altri temi, primo fra tutti il vicino Referendum.  «Per far cadere un governo sono necessarie la sfiducia, che non credo avverrà, o le dimissioni: io sconsiglio a Renzi di dimettersi qualora, e non credo, dovesse vincere il No». Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano a margine di un incontro con i prefetti siciliani a Palermo. «Dimettersi per una bocciatura che non ci sarà - ha aggiunto - significherebbe dire che abbiamo fatto solo le riforme costituzionali, togliendo valore a tutta l’azione di questo governo che ha riformato la scuola, l’art.18, ha introdotto la responsabilità civile dei magistrati e molto altro. Tutto questo vale di più». 

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