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Fine della telenovela, la difficile normalità

Adesso si aspetta solo la pubblicazione dei decreti sulla Gazzetta ufficiale della Regione e gli enti accreditati potranno far scattare l'inizio delle lezioni.

Fine della telenovela, la difficile normalità

Non cantiamo vittoria, perché c'è poco da festeggiare per un diritto finalmente riconosciuto dopo un'attesa che, in molti casi, dura da 15 mesi. Però, nella telenovela della Formazione professionale siciliana, ieri la Corte dei conti ha acceso un semaforo verde. Adesso si aspetta solo la pubblicazione dei decreti sulla Gazzetta ufficiale della Regione e gli enti accreditati potranno far scattare l'inizio delle lezioni.

Ad attendere questo momento, da troppo tempo, c'erano oltre 10 mila studenti siciliani in età dell'obbligo e le loro rispettive famiglie. Si tratta di giovani desiderosi di acquisire una formazione professionale per poter accedere al mercato del lavoro con una qualifica certificata e di famiglie bistrattate da quelle stesse istituzioni inadempienti che sono pronte, tuttavia, a mobilitare i servizi sociali o i carabinieri quando i ragazzi non frequentano per lunghissimi periodi le lezioni. Nel caso dei giovani della Formazione professionale regolarmente iscritti, che hanno trovato per troppi mesi chiusa la porta della scuola, nessun servizio sociale, invece, ha mosso un dito. La conseguenza è stata drammatica: i nostri ragazzi che tra pochi giorni, ci auguriamo, cominceranno a seguire le lezioni per completare il percorso professionalizzante impiegheranno – e non per colpa loro - il doppio degli anni (6, anziché 3) dei loro colleghi di Torino o di Bolzano.

Ci sarà tempo e occasione per accertare le responsabilità di questi ritardi. Ora, però, è bene guardare avanti. Gli Avvisi 4 e 7 che hanno ottenuto il via libera della Corte dei conti consentono di avviare 507 corsi dell'anno scolastico 2015-2016. Avete capito bene, stiamo parlando dell'anno scolastico che i ragazzi dei licei o dei tecnici hanno concluso a giugno scorso. Ma adesso, come detto, guardiamo al presente: non ci sono più scuse, i corsi potranno cominciare. Si faccia in fretta, i ragazzi aspettano. Sono oltre 10mila, sperando di non averne perduto molti per strada, sono un esercito pronto a marciare: ci auguriamo solo verso i corsi di Formazione.

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