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Palermo, sigilli ai beni (mezzo milione) degli eredi dell'avvocato Marcatajo

La Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento del Tribunale del capoluogo. Sequestro anche per i familiari dell'ingegnere Cuccia e del mafioso Scozzari

Palermo, sigilli ai beni (mezzo milioni) degli eredi dell'avvocato Marcatajo

La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato beni per un milione di euro agli eredi dell’avvocato Marcello Marcatajo e dell’ingegnere Francesco Cuccia, tutti e due ritenuti professionisti a disposizione di Cosa nostra.

Ad eseguite il provvedimento della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo è stata la Guardia di Finanza di Palermo sulla base di indagini della Procura della Repubblica di Palermo. I sequestri sono avvenuti nelle province di Palermo e Trapani e si tratta di appartamenti, magazzini, cassette di sicurezza e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa un milione di euro.

I sequestri sono stati eseguiti dal Gico nei confronti degli eredi dell’avvocato Marcello Marcatajo di 70 anni, morto nello scorso mese di aprile e dell’Ing. Francesco Cuccio, 69 anni, professionisti arrestati dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza nel gennaio scorso. Marcatajo era accusato di aver riciclato fondi delle famiglie Galatolo e Graziano egemoni nella zona Acquasanta-Resuttana.

Ai suoi eredi sono stati sequestrati 7 immobili siti fra Palermo e San Vito Lo Capo, 1 cassetta di sicurezza e 9 rapporti bancari, per un valore complessivo pari a circa 553 mila euro, che corrisponderebbero alle somme di denaro che l’avv. Marcatajo aveva ricevuto dalla famiglia Graziano, e che, nascondendone la provenienza illecita, il professionista aveva utilizzato per acquistare beni immobili poi rivenduti a terzi in buona fede. Francesco Cuccio era stato sottoposto ad indagini per aver agevolato l’attività di “cosa nostra” nello svolgimento della propria attività professionale di ingegnere. Infatti, si era adoperato affinché una società potesse eseguire dei lavori edili, ben sapendo che l’attività di tale impresa venisse svolta reimpiegando illeciti conferimenti in denaro riconducibili ai Graziano.

Ha subìto il sequestro di 1 immobile, 1 cassetta di sicurezza e 2 rapporti bancari, per un valore complessivo pari a circa 200 mila. Sequestrati beni anche a Giampiero Scozzari di 42 anni, considerato vicino al boss Gianni Nicchi e condannato dalla Corte d’Appello di Palermo a dieci anni di reclusione per aver fatto parte della famiglia mafiosa di Palermo-Pagliarelli. Scozzari, particolarmente attivo nel settore delle estorsioni, ha subìto il sequestro di 2 immobili e di 16 rapporti bancari, per circa 250 mila euro.

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