WHATSAPP: 349 88 18 870

Furbetti della 104, niente deroghe, dall'Ars stop alla "manica larga"

Resta la stretta contro i furbetti regionali, passa la linea dura del capo del personale mentre il governo voleva l'applicazione delle norme statali

Furbetti della 104, niente deroghe, dall'Ars stop alla "manica larga"

Il capo del personale della Regione infatti aveva chiarito che gli impiegati regionali che beneficiano dei permessi garantiti dalla legge possono assentarsi per due ore al giorno o al massimo per 3 giorni al mese rispettando sempre il tetto delle 18 ore mensili. Rispetto al passato ad esempio se richiederanno la giornata "lunga" del mercoledì (10 ore) avranno a disposizione solamente un’altra giornata di permesso. O si usufruisce in sostanza delle tre giornate o delle due ore giornaliere. Se adesso richiederanno il mercoledì libero, avranno a disposizione solo un altro giorno di permesso. La proposta di Lantieri prevedeva l’adeguamento alla normativa nazionale: «Qui non si tratta di difendere dei privilegi, ma di applicare le regole che valgono nel resto del pubblico impiego. Nell’emendamento presentato si chiedeva solo l’applicazione della normativa statale, quella che prevede i tre giorni di permessi. Semplicemente questo. La commissione parlamentare ha valutato diversamente questa premessa. Io dico perché negli enti locali e nelle scuole ad esempio il calcolo si può fare in questa maniera e noi dobbiamo porre altre regole, non ha molto senso».

La stretta "antifurbetti della 104" non piace a Lantieri che spiega il proprio dissenso: «Rischiamo al solito le generalizzazioni improduttive per le quali tutti sono posti sullo stesso piano. Se uno chiede di poter avere il riconoscimento della legge 104 si presume abbia un invalido a casa, o comunque qualcuno da accudire, è comprensibile quindi che decida di poter beneficiare della giornata più pesante in termini di lavoro. A volte penso che nei confronti dei dipendenti regionali ci sia un pregiudizio, per molti aspetti fondato, che però generalizza o termini della questione. I sindacati hanno già annunciato il loro ricorso su basi e premesse specifiche, anche per questa ragione si voleva trovare una quadratura che mettesse insieme tutte le esigenze».

All’interno della platea dei 15mila dipendenti della Regione il numero di quanti beneficiano oggi della legge 104 è pari a poco meno di tremila unità (2800), e ne ha diritto chi deve prestare assistenza verso una o più persone portatori di handicap anche gravi. Chi invece si trova rispetto alla questione su una posizione diametralmente opposta a quella espressa da Luisa Lantieri è il vice-capogruppo del Pd Giovanni Panepinto, tra coloro che sono stati ampiamente contrari alla modifica presentata, e quindi bocciata, del governo regionale. Per Panepinto i livelli della questione sono diversi e non vanno sovrapposti: «Il parlamento non può entrare in fatti di natura squisitamente amministrativa. Anzi proprio a tutela di chi veramente ha bisogno di queste misure dobbiamo garantire la maggiore trasparenza possibile del meccanismo. Non possiamo immaginare che il calcolo debba avvenire in maniera diversa. Per le situazioni più complicate e drammatiche credo si possa immaginare un contenitore più preciso».

Panepinto quindi conclude: «Non si può procedere con una interpretazione di una legge nazionale da parte del parlamento regionale». I "furbetti del mercoledì della 104" sono avvisati dunque, mentre l’auspicio di misure che non penalizzino i più bisognosi dell’intervento in questione rimane al momento da perfezionare.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 1
  • Marcello Ficile

    Marcello Ficile

    10 Febbraio 2017 - 21:09

    Marcello Ficile segretario prov.le. FNA/UGL Palermo I dipendenti regionali ai sensi dello Statuto Regionali art. 14;comma q non possono avere un trattamento economico e giuridico inferiore ai dipedenti dello Stato. La l.r 9/2015, cioè la stessa finanziaria regionale di Baccei all'art.49 comma 21 dispone che a decorrere dal 1/01/2016 i dipeniente della Regione siciliana per tutto ciò che concerne i permessi ed i congedi familiari si devono adeguare adeguare al trattamento giuridico dei dipendenti dei ministeri. Nei Ministeri i dipendenti titolari dei permessi ex adeguare art. 3 L.104 usufruiscono di un monte orario pari ad ore 21 e 36 minuti a differenza dei regionali che hanno avuto ridotti tali permessi con la circolare del 18/01/2017 ad un monte orario pari ad ore 18 pertanto inferiore ai dipendenti Statali. Da qui il tentativo dell'Assessore Lantieri con questo emendamento bocciato ma non esaminato accuratamente dalla II commissione ARS, squisitamente per motivi politici.

    Rispondi

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa