home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Palermo, firme false M5S, chiusa l'inchiesta, indagati anche tre deputati

La magistratura pronta a chiedere il processo per 14 persone tra cui anche Nuti, Di Vita e Mannino. La perizia grafiche avrebbe confermato la falsificazione delle firme apposte per la presentazione delle liste alle Comunali del 2012

Firme false M5S, attivista racconta e si autoaccusa Grillo: «E' l'Oscar della stupidità»

Palermo. La Procura di Palermo ha chiuso l'inchiesta sulle firme false di Palermo che vede indagate quattordici persone, tre deputati nazionali e due deputati regionali, oltre a un avvocato, attivisti e il cancelliere del Tribunale. Il Procuratore aggiunto di Palermo Dino Petralia e la pm Claudia Ferrari hanno firmato oggi la chiusura dell’indagine avviata lo scorso autunno su presunte irregolarità che sarebbero state compiute alle elezioni amministrative del 2012.

I magistrati sarebbero orientati a chiedere i rinvio a giudizio per tutti i quattordici indagati: la deputata Giulia Di Vita, Pietro Salvino, quest’ultimo il marito dell’altra parlamentare Claudia Mannino, anche lei indagata, Riccardo Ricciardi, marito della deputata alla Camera Loredana Lupo (non indagata), che ha materialmente presentato le liste al Comune. E ancora il deputato Riccardo Nuti, tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti ai pm e si sono anche rifiutati di sottoporsi all’esame della calligrafia.

Indagati anche i deputati all’Ars Giorgio Ciaccio e Claudia La Rocca. I due si sono subito autosospesi dal M5S e hanno collaborato, fin dall’inizio, con i magistrati. La Rocca è stata la prima a presentarsi in Procura raccontando cosa era accaduto la notte del 3 aprile 2012 nella sede del meetup di via Sampolo, a Palermo, la notte del grande pasticcio attorno a 1900 firme per la presentazione della lista alle Comunali. Anche Ciaccio accusa i suoi colleghi di aver organizzato e realizzato la falsificazione delle firme, per rimediare a un errore formale in alcuni moduli. E’ il giovane parlamentare grillino Ciaccio a chiamare in causa i deputati Nuti e Mannino. Un contributo alle indagini è arrivato anche da altri indagati, tutti attivisti, Giuseppe Ippolito e Stefano Paradiso. 

Secondo la procura, Nuti ed un gruppo ristretto di attivisti come Samanta Busalacchi, Giulia Di Vita e Claudia Mannino, dopo essersi accorti che per un errore di compilazione le firme raccolte erano inutilizzabili ed era quindi a rischio la presentazione delle candidature, avrebbero deciso di ricopiare dalle originali le sottoscrizioni ricevute e corretto il vizio di forma.

A 11 indagati i pm contestano la falsificazione materiale delle firme. A Nuti, per cui al momento non c'è la prova della commissione del falso materiale, si imputa, invece, l’avere fatto uso delle sottoscrizioni ricopiate.

Il falso materiale riguarda Samanta Busalacchi, Giulia Di Vita, Claudia Mannino, Alice Pantaleone, Stefano Paradiso, Riccardo Ricciardi, Pietro Salvino, Tony Ferrara, Giuseppe Ippolito e i deputati regionali Giorgio Ciaccio e Claudia La Rocca.

Il 13/o indagato, il cancelliere del tribunale Giovanni Scarpello, è accusato di avere dichiarato il falso affermando che erano state apposte in sua presenza firme che invece gli sarebbero state consegnate dai 5 Stelle. Reato di cui risponde in concorso con Francesco Menallo, avvocato ed esponente dei 5 Stelle che consegnò materialmente le firme al pubblico ufficiale per l’autenticazione.

Un contributo fondamentale alla ricostruzione della vicenda e all’individuazione dei ruoli degli indagati è venuto dalle testimonianze di La Rocca e Ciaccio che hanno raccontato i giorni convulsi seguiti alla scoperta del vizio che avrebbe potuto invalidare le liste. Sono stati loro a riferire la decisione presa da Nuti e i suoi di ricopiarle. Anche l’attuale deputato regionale Giampiero Trizzino, mai indagato nel procedimento, avrebbe confermato che la vicenda nel Movimento era nota. Importanti anche le testimonianze dell’attivista Vincenzo Pintagro e degli indagati Paradiso e Ippolito.

La procura ha chiuso poi il cerchio ad una perizia grafica e ha confermato la falsificazione di centinaia di firme.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa