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Palermo, confiscati beni per 12 milioni di euro a boss del clan Brancaccio

L'operazione della squadra mobile: sigilli a cinque imprese, quattro appartamenti, diversi terreni e 43 veicoli

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La Polizia ha conficato , su ordine del Tribunale di Palermo, beni per un valore complessivo di 12 milioni di euro a Francesco Francofonti, 62 anni, imprenditore ritenuto organico al clan "Brancaccio" e già arrestato per mafia ed estorsione nel 2009.

A spingere il Tribunale di Palermo a sequestrare prima e a confiscare ppoi i beni di Francofonte sono state le indagini della Squadra Mobile coordinate Dda palermitana. Si tratta di un consistente patrimonio costituito da imprese operanti in campo edile, nella commercializzazione di materiali da costruzione, nel movimento terra, nel settore del recupero e smaltimento di rifiuti edili, nonchè di beni immobili, beni mobili, conti correnti e polizze assicurative.

Secondo gli investigatori l’imprenditore avrebbe ricoperto un ruolo di primo piano all’interno del clan di Brancaccio, circostanza della quale si sarebbe avvantaggiato per mettere pressione alla concorrenza e dunque riuscendo ad espandere la sua attività nel settore edile e di movimentazione terra, traendone, così, notevoli vantaggi economici personali.

La Polizia ha confiscato cinque imprese con sede a Palermo, un fabbricato, quattri appartamenti, un locale box, un garage, diversi appezzamenti di terreno, e mezzi tra cui autocarri trasporto, trattori stradali, semirimorchi, veicoli commerciali ed autovetture.

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