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Strage di Ustica, sarà riesumata la salma di maresciallo dell'Aeronautica morto suicida

La Procura di Grosseto ha accolto la richiesta dei legali della famiglia che non hanno mai creduto all'impiccagione. Mario Alberto Dettori, era in servizio alla base radar di Poggio Ballone (Grosseto) la notte del 27 giugno 1980

Strage di Ustica, sarà riesumata la salma di maresciallo dell'Aeronautica morto suicida

Un nuovo, e forse non ultimo, capitolo potrebbe aggiungersi alla vicenda della strage di Ustica del 27 giugno 1980. Su disposizione della procura della Repubblica di Grosseto è stata infatti eseguita l’esumazione della salma di Mario Alberto Dettori, il maresciallo dell’Aeronautica militare in servizio alla base radar di Poggio Ballone (Grosseto) proprio quella notte.

La famiglia non è mai stata convinta che il suo sia stato un suicidio: il sottufficiale fu trovato impiccato ad un albero nel 1987 e la figlia Barbara ha chiesto, ed ora ottenuto, che vengano compiuti accertamenti sul decesso del padre. I media locali si sono occupati della vicenda in questi giorni, ma nessuna indiscrezione sugli esami preliminari compiuti e su quelli, difficili anche per il tempo trascorso dalla morte di Dettori, che dovranno essere svolti dai periti. I familiari ricordano che quella notte, tornando a casa, il sottufficiale disse che «si era sfiorata la terza guerra mondiale». La procura potrebbe anche sentire alcune persone, tra quelle già ascoltate in passato nell’inchiesta su Ustica.

Tra gli elementi che potrebbero essere valutati - secondo come rivela Il quotidiano Il Tirreno - C'è un verbale di interrogatorio del cognato del militare morto che riferisce una frase di Dettori: «Mi sono rotto il c... di combattere contro i mulini a vento e l’ho scritto su un giornale mentre stavo in Francia». Qualche tempo prima di tornare a Grosseto, Dettori era stato al centro radar di Mont Angel in Francia e aveva stretto amicizia con un aviere, tale Roland, che era stato anche suo ospite a Grosseto. Il sottufficiale italiano aveva aperto un conto a Nizza dal quale, il 4 agosto 1986, aveva emesso un assegno di 1.500 franchi proprio a favore di Roland.

Intanto l’Associazione Antimafie Rita Atria, che ha sempre insistito per la riapertura delle indagini sulla morte di Dettori, sceglie il riserbo sul caso, ma esprime «viva soddisfazione per il riscontro della procura sul nostro esposto». 

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