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L'arcivescovo di Monreale: "No ai padrini mafiosi nei battesimi e nelle cresime"

Il decreto del prelato che fa anche riferimento a coloro che hanno condanne per delitti non colposi e per chi appartiene ad associazioni segrete

L'arcivescovo di Monreale: "Noi ai padrini mafiosi nei battesimi e nelle cresime"

Monsignor Michele Pennisi

«Non possono essere ammessi all’incarico di padrino del battesimo e della cresima coloro che si sono resi colpevoli di reati disonorevoli o che con il loro comportamento provocano scandalo; coloro che appartengono ad associazioni di stampo mafioso o ad associazioni più o meno segrete contrarie ai valori evangelici ed hanno avuto sentenza di condanna per delitti non colposi passata in giudicato».

Lo ha stabilito con un decreto l’arcivescovo di Monreale Monsignor Michele Pennisi, dopo aver sentito il Consiglio Presbiterale Diocesano.

Il decreto si basa su vari documenti della Conferenza Episcopale Siciliana secondo i quali «tutti coloro che ,in qualsiasi modo deliberatamente, fanno parte della mafia o ad essa aderiscono o pongono atti di connivenza con essa, debbono sapere di essere e di vivere in insanabile opposizione al Vangelo di Gesù Cristo e, per conseguenza, alla sua Chiesa».

In base al Codice di Diritto canonico ai padrini è "richiesto che conducano una vita conforme alla fede e all’incarico che assumono e si impegnino ad educare nella fede coloro che ricevono i sacramenti del battesimo e della cresima perché adempiano fedelmente gli obblighi che derivano dai sacramenti ricevuti e si comportino come veri testimoni di Gesù Cristo».

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