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Vampe di San Giuseppe, 24enne si lancia tra le fiamme

Forse il giovane, a Belmonte Mezzagno, voleva fare il "salto della vampa" ed è rimasto ustionato. Non si placano le polemiche per gli scontri con le forze dell'ordine

Vampe di San Giuseppe, 24enne si lancia tra le fiamme

Palermo - Probabilmente avrebbe voluto il cosiddetto "salto della vampa", un salto per superare le cataste di legno che, per la festa di San Giuseppe, si fanno ardere in strada nei quartieri di Palermo e della provincia. Ma per un 24enne di Belmonte Mezzagno, il salto sarebbe potuto essere fatale: il giovane infatti è finito tra le fiamme riportando una serie di gravi ustioni. Il 24enne, davanti ad una piccola folla radunata attorno ad una delle vampe davanti all'Ististuto comprensivo Ventimiglia di Belmonte, si è lanciato nel fuoco. Immediati i soccorsi di altri due giovani che hanno subito cercato di tirarlo fuori, restando leggermente ustionati a loro volta.

Le vampe di San Giuseppe anche quest'anno sono state al centro di polemiche e di provvedimenti adottati dall'amministrazione comunale per evitarle. Nei giorni si erano già verificati scontri tra giovani dei quartieri e forze dell'ordine, nonchè contro gli operatori della Rap, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti, e che ha raccolto quintali di legna sparsi nei vari quartieri. 

«Nonostante gli oltre 40 interventi preventivi svolti dalla Rap in diverse zone della città con la rimozione di diversi quintali di legna, ieri in alcuni quartieri si è ripetuta la triste e inaccettabile scena degli attacchi ai vigili del fuoco e alle forze di polizia intervenute per spegnere le "vampe di San Giuseppe"».
E' quanto ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, commentando gli episodi di violenza avvenuti in alcuni quartieri contro le forze dell’ordine e i vigili del fuoco che tentavano di impedire i pericolosi roghi.
«Oltre ad esprimere la mia più totale solidarietà a coloro che, mentre intervenivano per garantire la sicurezza dei cittadini, sono stati vittime di vergognosi attacchi, non posso che condannare quei comportamenti che nulla hanno a che vedere con la festa e con la tradizione religiosa - ha concluso -. Accanto alla repressione e alla prevenzione occorre quindi che tutti, dalle istituzioni, alla scuola e alla chiesa, lavorino per un vero cambiamento culturale, grazie al quale la festa sia tale e non sia occasione per illegalità e violenza gratuita».

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