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Inchiesta Trapani, Crocetta dai pm contrattacca: «Nessuna corruzione»

Il governatore è accusato di aver preso 5 mila euro dall'armatore Ettore Morace; in cambio avrebbe fatto prorogare fino a settembre i collegamenti con le Egadi. E' stato ascoltato per tre ore

Inchiesta Trapani, Crocetta dai pm contrattacca: «Nessuna corruzione»

Rosario Crocetta, presidente Regione Sicilia

PALERMO - «In realtà la mia condotta ha danneggiato Morace, altro che favorirlo. Sono altri quelli che hanno fatto favori all’armatore». Al termine di un interrogatorio durato più di tre ore il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, non si limita a difendersi, ma contrattacca dando la sua versione dei fatti che la Procura di Palermo, che lo accusa di corruzione, gli contesta.  «Intanto - precisa riferendosi agli articoli di stampa su un suo presunto interessamento per motivi personali a un potenziamento dei collegamenti con le Eolie - voglio dire che al centro dell’indagine non ci sono vicende personali, vacanze a Filicudi o argomenti simili».


«Quello che mi si contesta è l’input che io ho fatto ai dirigenti dell’assessorato ai Trasporti di prorogare, oltre la scadenza, a settembre, i collegamenti con le Egadi», aggiunge Crocetta. Secondo l’accusa il governatore avrebbe fatto pressioni sui dirigenti per prorogare i servizi per favorire l'armatore Ettore Morace. In cambio avrebbe ricevuto un bonifico di 5 mila euro. Da qui l’accusa di corruzione. «Le cose sono diametralmente opposte - spiega Crocetta - L’articolo del capitolato di appalto stabilisce che se determinate corse, per problemi meteorologici, non vengono effettuate, l'amministrazione, prima della scadenza del contratto, deve chiedere all’armatore di effettuarle. Se questo non avviene, e la Regione, cioè, non chiede il recupero, l’armatore comunque intasca i soldi».


«Quello che è accaduto - conclude - è questo: a marzo del 2017 ho dato al dirigente l’input di prorogare le corse, a parità di risorse, attraverso il sistema del recupero. Nessun atto amministrativo, per un progetto che riguardava settembre prossimo, è ancora stato emesso».  Secondo Crocetta, dunque, la sua politica sui collegamenti e sul recupero delle corse avrebbe dunque svantaggiato l’armatore, costretto a recuperare i servizi non assicurati. I cinque mila euro, che sarebbero il prezzo della corruzione, sono un contributo al Movimento "RiparteSicilia" del presidente della Regione, registrato regolarmente e fatto attraverso un bonifico.

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