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L'avvocato di Riina: abbiamo chiesto i domiciliari ospedalieri perché le sue condizioni sono stabilmente gravi

Il legale del superboss corleonese ha ribadito la sua richiesta a margine del processo sulla strage del rapido 904 che si sta svolgendo davanti la Corte d'appello di Firenze e che Riina sta seguendo dal carcere di Parma in videoconferenza su una barella

Gli avvocati di Salvatore Riina hanno chiesto la detenzione domiciliare ospedaliera con un provvedimento dei giudici perché «le sue condizioni sono stabilmente gravi». «Abbiamo chiesto – ha detto l’avvocato Luca Cianferoni - che venga curato in un ospedale come si deve in questa fase finale della sua vita e come ha riconosciuto la Cassazione". Il difensore ha sottolineato che Riina «ha diritto a morire dignitosamente», che «non abbiamo mai chiesto che torni a casa», «ma che sia assistito in ospedale». Sulla questione è previsto che il tribunale di sorveglianza di Bologna decida il prossimo 7 luglio dopo le valutazioni della Cassazione. Totò Riina è attualmente detenuto nel carcere di Parma e sta aspettando in videoconferenza dal carcere di Parma dove è recluso, adagiato in una barella per le sue gravi condizioni di salute, la decisione della Corte di assise di appello di Firenze sul processo per la strage del treno rapido 904 del 23 dicembre 1984, che lo vede unico imputato come presunto mandante. In primo grado era stato assolto. La Corte si è ritirata in Camera di consiglio per decidere la sentenza o valutare la necessità di una eventuale integrazione istruttoria.

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