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Regionali, quasi fatto l'accordo tra Ap e Pd e Forza Italia “vira” su Musumeci

Berlusconi prende atto del muro di Salvini e Meloni nei confronti del ministro degli esteri. Ma nel centrodestra c'è in piedi la carta Gaetano Armao

Regionali, quasi fatto l'accordo tra Ap e Pd e Forza Italia “vira” su Musumeci

L’accordo tra Forza Italia e Angelino Alfano per correre insieme alle elezioni in Sicilia sembra ormai del tutto naufragato. Che la strada fosse complicata (al netto dell’ottimismo sbandierato da Gianfranco Miccichè) lo si era intuito già ieri sera al termine del vertice ad Arcore e nel giro di telefonate tra Silvio Berlusconi, Angelino Alfano e poi, di quest’ultimo con Lorenzo Guerini.

A far arenare la trattativa tra i centristi e Forza Italia hanno inciso innanzitutto i veti irremovibili di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini che, per una volta, si dice «d’accordo con l'inutile Alfano» sulla necessità di restare «lontani». Proprio il titolare della Farnesina infatti aveva ribadito la sua indisponibilità ad un accordo con la Lega.

Oltre al muro del Carroccio e di FdI, però, a bloccare la trattativa sarebbe stata la richiesta del leader di Ap di inquadrare l’accordo in Sicilia nell’ambito di un’intesa nazionale. Un progetto, quello di allargare l’area moderata, a cui il Cavaliere lavora da tempo, ma che non include il ministro degli Esteri. All’ex premier infatti i suoi fedelissimi avrebbero fatto presente che un accordo con Alfano avrebbe pesanti ricadute in termini di voti oltre a scatenare la rivolta dentro FI. Altro discorso invece un’alleanza locale sul modello Lombardia o, più recentemente, Liguria.

Di fronte all’impossibilità di raggiungere un accordo (l'unico ancora a spendersi è il coordinatore siciliano di FI) l’ex capo del governo, su pressing anche dei suoi dirigenti e alleati, ha ripreso in mano la carta Musumeci: convergere sul candidato di Meloni e Salvini - spiegano da FI - sarebbe un modo per testare anche a pochi mesi delle elezioni politiche la coalizione. L'altro candidato, che però al momento avrebbe poche chance, è Gaetano Armao, leader di Sicilia Nazione che ieri era con Miccichè ha incontrato Berlusconi.

Salvo nuove sorprese dunque, l’intesa tra Ap e i Dem sembra davvero ad un passo: «Il dialogo è molto avanzato», spiega Giuseppe Castiglione, il coordinatore centrista sull'isola che ricorda come i punti sui quali si sta lavorando riguardano non solo l’individuazione di un candidato di Ap che possa andare bene anche ai Democratici, ma anche un accordo nazionale per le prossime elezioni.

La decisione di allearsi con i Dem e riproporre il cosiddetto 'modello Palermò rischia però di portare serie ripercussioni all’interno di Area Popolare. In molti guardano ad un riavvicinamento a Forza Italia come l’obiettivo primario e un accordo, anche se locale, con il Pd, potrebbe essere il pretesto per seguire gli altri che già hanno lasciato il partito.

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