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Regionali, sotto l'ombrellone del Ferragosto partiti alle prese col rebus alleanze

Il caso Sicilia ha fatto lievitare le quotazioni di Angelino Alfano che a pochi mesi dalle elezioni politiche è inaspettatamente diventato il leader più corteggiato. E una possibile intesa potrebbe poi aprire le porte ad un accordo anche a livello nazionale

Regionali, sotto l'ombrellone del Ferragosto partiti alle prese col rebus alleanze

PALERMO - Sotto l’ombrellone del Ferragosto il rebus delle alleanze non è ancora stato sciolto e i vari leader politici hanno preferito non allontanarsi troppo dalla Sicilia (i posti di villeggiatura più lontani Ustica e Salina) per seguire da vicino le trattative. Parola d’ordine: arrivederci a dopo il 18 agosto. Mentre il centrosinistra insegue il "modello Palermo", nel centrodestra boatos vogliono già chiuso l’accordo tra Forza Italia e Musumeci ma nessuno dei big si sbilancia, preferendo muoversi con cautela e aspettare che sia Silvio Berlusconi a dire l'ultima parola.

 

Il nodo resta sempre capire cosa farà e con chi si alleerà Alternativa popolare di Angelino Alfano, che inaspettatamente è diventato il leader più corteggiato. E’ tutto qui lo stallo siciliano. La trattativa sembra molto più avanzata con il centrosinistra ma bisognerà aspettare la conferenza stampa annunciata dal coordinatore regionale di Ap, Giuseppe Castiglione, per capire le mosse del ministro degli Esteri, che dovrà comunque, fare i conti con i malumori dell’ala del partito - tra cui alcuni deputati regionali - sfavorevole all’alleanza con il Pd di Matteo Renzi.

 

A sbattere la porta in faccia ad Alfano è ancora una volta Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, big sponsor di Nello Musumeci: "Anch’io sogno di dare alla Sicilia un governo di rottura con il passato: ma come è possibile farlo alleandosi a chi governa con Renzi e con Crocetta? La gente non sopporta più il gioco delle tre carte. Quindi lancio io un appello a Berlusconi: costruiamo una proposta seria per vincere, intorno alla candidatura di Nello Musumeci".

 

Non ci sta il centrista Lorenzo Cesa che mette in guardia la leader di Fdi, e non solo, dal rischio tafazzismo: «In Sicilia è in atto una corsa masochista per far vincere il Movimento di Grillo o il Partito Democratico. Chiediamo alla Meloni a cosa serva mettere paletti o dire no preconcetti ad alleanze ampie che potrebbero risollevare l’isola dopo anni difficili».

  

Sullo sfondo resta la possibile candidatura, sempre nel centrodestra, di Gaetano Armao, docente universitario e leader del movimento Siciliani Indignati. A sostenerla, tra gli altri, è anche l’Mpa: "E' un ottimo professionista che abbiamo conosciuto come tecnico nel governo Lombardo e sui cui Berlusconi ha espresso apprezzamento. Adesso, aspettiamo che Gianfranco Miccichè sciolga il nodo - spiega Roberto Di Mauro, capogruppo dell’Mpa all’Ars -. Ci auguriamo che il centrodestra torni a essere unito, dentro una coalizione che comprenda MpA, Forza Italia, Udc di Cesa, il movimento Diventerà Bellissima, Fratelli d’Italia-Lega e Alternativa popolare di Alfano. Se non riuscirà a ricompattarsi, siamo pronti a scendere in campo da soli con la nostra lista e io come candidato presidente alla Regione", dice provocatoriamente Di Mauro, che annuncia il tramonto del Movimento di Raffaele Lombardo e la nascita di un nuovo simbolo che dovrebbe chiamarsi "Sicilia Autonoma" o "Sicilia 4.0".

 

"Si chiude la fase politica legata all’ex presidente Lombardo - spiega Di Mauro -. Staccandoci dall’Mpa ma rimanendo legati ai valori dell’Autonomia siciliana, siamo pronti ad aprire una nuova fase con un nuovo simbolo".

 

La lista per le regionali del 5 novembre è quasi pronta. Ne faranno parte il deputato uscente Mpa Giovanni Greco nel collegio di Palermo; Pippo Reina, sottosegretario alle Infrastrutture del Governo Berlusconi IV, in quello di Catania; ed a Messina l’ex deputato Cateno De Luca e Carmelo Lo Monte, vicepresidente della Regione nel governo di Angelo Capodicasa. Nel collegio di Ragusa è pronto a riprovarci Innocenzo Leontini, ex capogruppo del Pdl, mentre a Enna l’ex deputato Mpa, Paolo Colianni. Non si ricandiderà, invece, il figlio dell’ex governatore Toti Lombardo. 

 

Sul fronte degli outsider, intanto, l’ex rettore Roberto Lagalla, leader di IdeaSicilia, conferma di avere sentito il leader di Sicilia Futura, Salvatore Cardinale, che ieri aveva detto di voler "recuperare anche l’area Pisapia-Tabacci". "La proposta di Idea Sicilia è giovane e ben radicata nei territori - spiega Lagalla -. E’ innegabile che per questo viene presa in considerazione sia dal centrodestra che dal centrosinistra. L’interlocuzione è a tutto campo". "Come ha detto l'onorevole Salvatore Cardinale, confermo recenti contatti. Al momento non c'è alcun ragionamento definitivo, dopo Ferragosto contiamo di avere interlocuzioni più concrete", aggiunge Lagalla. 

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