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Regionali, Berlusconi “congela” il caso Sicilia ma Musumeci avvia la campagna elettorale

Il leader di Forza Italia ha deciso di far restare ancora in stand by la decisione su chi sarà il candidato azzurro per la guida di palazzo d’Orleans

Regionali, Berlusconi “congela” il caso Sicilia ma Musumeci avvia la campagna elettorale

Berlusconi e Musumeci in una foto d'archivio

ROMA - Una nuova pausa di qualche giorno prima di riprendere in mano il dossier Sicilia. Silvio Berlusconi (che pare intenzionato a fare ritorno per la terza volta nella beauty farm di Merano) ha deciso di far restare ancora in stand by la decisione su chi sarà il candidato azzurro per la guida di palazzo d’Orleans. Raccontano che l’ex premier dopo il vertice con Gianfranco Miccichè, abbia deciso di rinviare la scelta per capire meglio quale possa essere il punto di caduta migliore per Forza Italia.

Le opzioni sul tavolo non sono molte: la corsa solitaria sostenendo il leader di Sicilia Nazione, Gaetano Armao (nome che piace al Cavaliere ed è sponsorizzato da Miccichè), convergere su Nello Musumeci, che può godere del sostegno di Meloni e Salvini o infine tentare di lavorare ad una terza via e cioè quella di individuare un terzo nome (si parla di Salvo Pogliese, eurodeputato siciliano di Fi) che potrebbe incontrare il favore dei due alleati.

Il tempo a disposizione per Berlusconi non è molto tenendo presente che entro il 20 settembre vanno presentate le liste, in più, il leader di Fi si trova a dover fare i conti con l'indisponibilità di Musumeci a fare passi indietro. Il leader di «Diventerà bellissima» ha infatti dato il via ufficiale alla sua campagna elettorale annunciando che da sabato i manifesti con il suo volto saranno affissi in tutte le province siciliane.

E proprio per evitare che Forza Italia si ritrovi isolata che diversi big azzurri sono in costante contatto con Berlusconi per superare l’impasse. Quello che molti dirigenti azzurri vogliono evitare è che la Sicilia diventi un nuovo 'caso Roma' dove il centrodestra si presentò diviso. Il fronte a sostegno dell’unità della coalizione vede schierati in prima linea, tra gli altri, Niccolò Ghedini, Paolo Romani e Giovanni Toti. Il governatore della Liguria ospite nella giornata di ieri del meeting di Rimini aveva bollato la situazione sull'Isola come «preoccupante» ed aveva invitato «il centrodestra ad un sussulto di responsabilità».

Le acque però continuano ad essere agitate anche nel centrosinistra quando sembrava che un’intesa si stesse raggiungendo sul nome del rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari (candidato di Leoluca Orlando), un nome che piace al Pd e che avrebbe il placet di Alfano. A fare resistenza sono gli esponenti locali di Mdp che in una riunione di ieri sera hanno espresso la loro contrarietà ad un’alleanza con Ap.

La decisione spetta ora al tavolo nazionale che, secondo quanto si apprende, si riunirà all’inizio della prossima settimana. «Ragioneremo - spiegano ai vertici di Mdp a Roma - ma dal territorio è stata espressa contrarietà ad un’alleanza con il partito di Alfano che ingloba pezzi di centrodestra. L’intesa tra Pd e Ap sta assumendo caratteri nazionali e una cosa è certa: se il Pd decide di andare con Alfano rinuncia a fare il centrosinistra».  

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