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E Bianco chiede un passo indietro a Dipasquale

E Bianco chiede un passo indietro a Dipasquale

E Bianco chiede un passo indietro a Dipasquale
Non finisce qui. Sembra questo il «leitmotiv» dopo le dimissioni del presidente del teatro Stabile, Nino Milazzo, che ieri, annunciando la sua decisione, aveva dato la notizia della proroga sino a giugno del contratto del direttore Giuseppe Dipasquale «non per fare un favore alla persona Dipasquale - aveva puntualizzato - ma per assicurare continuità alla stagione invernale del teatro». «Mi sono mosso - ha spiegato il presidente dimissionario - guardando al teatro, non alla persona. Comuque - ha aggiunto - possono dire quello che vogliono. Ritengo di aver fatto la mia parte con pulizia e massimo impegno». A dire la sua è, però, adesso il sindaco Enzo Bianco che in passato, per più di una volta, ha annunciato che il contratto di Dipasquale non sarebbe stato rinnovato alla sua scadenza naturale, che cade a novembre. Per prima cosa, nella sua nota, il sindaco ha ringraziato il presidente uscente: «Sono legato a Nino Milazzo da affetto e da lunga, vera amicizia. Prendo atto - continua - della sua decisione di dimettersi e lo ringrazio per il suo impegno in un momento in cui il sistema teatrale in Italia sta subendo i tagli e la crisi. Ha svolto l’incarico di presidente con generosità, oltre che con la professionalità, le grandi doti culturali e lo stile che lo contraddistinguono da sempre». Quindi il sindaco chiede un passo indietro di Dipasquale e una concertazione del cda: «Il Teatro Stabile - continua - va rilanciato con soluzioni condivise e innovative, facendo squadra con gli altri produttori culturali della città e del nostro territorio, a partire ad esempio dal Teatro Massimo. Non è opportuno che il Cda abbia proceduto ad una proroga, seppur per pochi mesi, del direttore artistico. Il tutto è stato fatto senza condivisione con i soci, a partire dal Comune e dalla Regione, che avevano già espresso, anche pubblicamente, la necessità di individuare un nuovo direttore artistico alla scadenza dell’attuale contratto. È auspicabile invece che il direttore Dipasquale rimetta il mandato e che si lavori per superare subito questa fase, senza ripercussioni sull’attività teatrale ma con chiarezza ed efficacia, dando un segnale chiaro. Il Teatro ha bisogno di un rilancio e di voltare definitamente pagina per superare polemiche e incomprensioni, per il bene della cultura catanese e per tutelare i lavoratori e gli artisti che lì operano. Noi vogliamo accompagnare questo necessario processo: lo meritano lo Stabile, gli appassionati che lo amano e tutta la città».

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