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Musumeci candidato unitario del Centrodestra, Micari traballa e Crocetta rilancia le primarie

Si ritirano dalla corsa Lagalla e Armao che saranno, in aso di vittoria, assessori. Nel centrosinistra regna il caos, con la Sinistra che non intende allearsi con Ap di Alfano.

Musumeci candidato unitario del Centrodestra, Micara traballa e Crocetta rilancia le primarie

In Sicilia il centro destra ha scelto la via dell’unità con Nello Musumeci, candidato alla presidenza della Regione. Mentre traballa la candidatura di Fabrizio Micari nel centro sinistra. L’ufficialità per Musumeci è arrivata davanti a microfoni e telecamere con gli esponenti dei partiti della coalizione (Fi, Udc, CP, Fdi, Noi con Salvini, Cdu, autonomisti e movimento civici) uno a fianco all’altro insieme come ai vecchi tempi. «E' l’epilogo di un percorso lungo e faticoso, ma fatto di scelte meditate e condivise» ha detto Musumeci. «Ai partiti che hanno consentito il varo di questa coalizione dico: Grazie - ha aggiunto - per aver fatto prevalere quel senso di responsabilità, che non consegna né vincitori né vinti e dà alla Sicilia diritto al futuro». La ritrovata unità arriva dopo mesi di dialoghi, fratture e tentativi di mediazione. Anche nel 2012 Musumeci tentò la corsa alla presidenza, ma fu sconfitto nella sfida con Rosario Crocetta.

In casa dem, infatti, le acque restano agitate e c'è da capire come "mediare» col Governatore ed evitare la rottura, mentre lui continua a invocare le «primarie» e chiede al Pd di celebrarle il 17 settembre. L’ha ribadito anche oggi con un appello ai partiti del centrosinistra. Crocetta non ha digerito la proposta del candidato «civico», indicata da Leoluca Orlando, ricaduta sul rettore di Palermo Fabrizio Micari, blindato da Renzi, nel tentativo, poi naufragato, di costruire una coalizione di campo largo formata da democratici, centristi di Ap, Si e Md senza passare dai gazebo.

Ma «di coalizioni e accordi con gli uomini di Alfano, di certo - dicono da Sinistra Italiana - non si discute; primarie o non primarie poco cambia». Concetto ribadito di fatto da Bersani. «Noi costruiamo la sinistra, Alfano è altro» ha detto il leader di Mdp a Marina di Pietrasanta (Lucca), convinto com'è che «la sinistra è in costruzione e non in frantumi».

Non a caso, nell’Isola, i partiti alla sinistra del Pd correranno con una sola lista e dovrebbero chiudere lunedì dopo l’assemblea regionale di Si, sul nome di Claudio Fava, vice presidente dell’Antimafia e indicato dai bersaniani di Mdp. Sul nodo delle candidature in Sicilia a Palermo ieri Angelino Alfano ha incontrato i suoi per discutere di liste e programmi. Si è deciso di aspettare cosa farà PD, che a breve dovrà confermare il sostegno a Micari. Di alleanze in Sicilia, però, il ministro degli Esteri e leader Ap, è tornato a parlare anche oggi, ridimensionandone il calibro. «Saranno alleanze con un programma sulla Sicilia - ha osservato Alfano- non sono alleanze nazionali. Il tema non si pone perché dipende tutto dalle legge elettorale. Può esserci una legge elettorale che non prevede alleanze come oggi l’Italicum».

E se il centrosinistra correrà diviso - con i bersaniani e la sinistra da un lato, il PD e i centristi di Ap dall’altro - e l'incognita di un terzo polo a sinistra con Crocetta, pronto a "ricandidarsi» comunque, incombe la ritrovata unità del centrodestra, che da domani è in campagna elettorale, passa da una sintesi e anche dall’accordo con due ex assessori pronti fino a ieri a correre da soli: l’ex rettore di Palermo Roberto Lagalla, fondatore del Movimento Idea Sicilia, già assessore alla Salute con Totò Cuffaro, e l’avvocato Gaetano Armao, fondatore del movimento Siciliani Indignati, già assessore di Lombardo, ai Beni culturali prima, e al Bilancio poi. Entrambi in caso di vittoria avranno un ruolo nell’esecutivo guidato da Musumeci: ad Armao andrà la vicepresidenza e la delega all’Economia; a Lagalla quella all’Istruzione o alla Sanità.

Parla di «risultato importantissimo» in un momento, in cui «è difficile mettere insieme il centrodestra in Italia" Gianfranco Micciché, commissario di Fi in Sicilia e artefice del 61 a zero alle Politiche del 2001. «Ci siamo riusciti - ha aggiunto - Ringrazio Musumeci, Armao e Lagalla per la loro intelligenza: ai siciliani diciamo questa è un’operazione siciliana». Infine, da oggi c'è un nuovo candidato: è Vittorio Sgarbi, che ha annunciato la candidatura come Governatore da "solo e senza l’appoggio di nessuno per vincere».

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