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Beni Culturali, l' assessore Vermiglio si dimette: la sostituta è la messinese Notarianni

Si conclude la querelle tra il tecnico di Ap e il governatore. La scelta di Crocetta: una sua fedelissima, avvocato e ambientalista. Ecco chi è

Beni Culturali, l' assessore Vermiglio si dimette: la sostituta è la messinese Notarianni

Catania - Finisce a quarantotto. Almeno per ora. Un numero simbolico, visto che si parla del governo di Rosario Crocetta. Le jeux sonn faits: l’assessore ai Beni culturali, Carlo Vermiglio ha rassegnato le proprie dimissioni. Già pronta chi lo sostituirà: Aurora Notarianni, messinese, vicina al Megafono. L’avvocato, già in preallerta da un paio di giorni, ha fatto capolino a Palazzo d’Orléans: intorno alle 17 la nomina, la numero 48 del governo regionale.


S’è dunque conclusa la telenovela psicologico-politica fra il governatore e l’assessore. Vermiglio, tecnico di area Ap, era stato indicato dal deputato regionale Nino Germanà, a un passo dal centrodestra dopo che il partito di Alfano ha deciso di non ricandidarlo. Il caso ha assunto un significato anche politico, alla luce delle elezioni del 5 novembre. Con una lettera l’assessore aveva chiarito al presidente che lui non intende candidarsi alle regionali e di essere pronto a dimettersi se lui avesse confermato le notizie di stampa secondo cui gli assessori sono chiamati a impegnarsi direttamente nella campagna elettorale. La risposta di Crocetta è arrivata immediata, ancora per lettera. «Il nostro è un governo politico e quindi ho chiesto a tutti gli assessori della giunta di impegnarsi in prima persona nelle prossime elezioni regionali perché abbiamo il dovere di creare tutte le condizioni possibili per vincerle - scrive Crocetta - non pongo alcun obbligo sulla scelta delle liste in cui candidarsi, il tema non è la candidatura nelle liste del Megafono, ma ritengo abbiamo il dovere di portare avanti l’impegno di questi cinque anni di governo nelle liste dell’intera coalizione di centrosinistra, pertanto puoi scegliere in quale candidarti».

Fino a stamattina si sono susseguiti tentativi diplomatici per sanare la ferita. Il governatore ha ricevuto anche due “ambasciatori” di Vermiglio, poco prima dell’inizio della giunta. Ma il dado era già tratto: le posizioni sono rimaste esattamente quelle di ieri. Dunque Vermiglio ha formalizzato le sue dimissioni.

Chi è la nuova assessora last minute? Molto conosciuta e apprezzata a Messina, fra impegno sociale e attività legale, soprattutto nel settore del diritto del lavoro, con il passare degli anni ha indirizzato parte delle battaglie nella difesa dell’ambiente, del territorio e dell’emergenza occupazione. Cassazionista, consulente per diverse organizzazioni sindacali, è tra i 40 avvocati di Legalilavoro che in tutta Italia sono specializzati in diritto del lavoro.
Nata a Paola, in Calabria, Notarianni è arrivata Messina giovanissima perché i suoi genitori, «terrorizzati all’idea che io stessi per diventare brigatista mi spedirono qui a studiare Giurisprudenza. E da allora è diventata la mia città ed ogni volta che vado via per lavoro l’unica cosa che desidero è tornare. Qui ho costruito e non solo per me, ma per chi lavora insieme a me, per i nostri assistiti e per i nostri figli», rivelò nel 2013 in una deliziosa intervista a TempoStretto. Da pensionata la nuova assessora s’immagina «in un paese dell’America Latina a gestire un chiosco di bibite», il presente la vede impegnata nel sociale, con le battaglie con Emergency, le iniziative di beneficenza, e nell’attività legale. La politica sarebbe stata una parentesi, un «restituire».

Ma Notarianni ha anche una chiara vicinanza al Megafono, il movimento del presidente della Regione.
Diceva, sempre nel 2013: «Quando ho incontrato Crocetta ho precisato che volevo essere una “precaria della politica”». E il leader del Megafono l’ha presa in parola: contattata a fine 2012 per essere candidata prima alle Politiche e poi alle amministrative con Crocetta, l'avvocato Notarianni fu poi, all'improvviso, «relegata tra gli invisibili», si sfogò lei, raccontando che avrebbe scoperto soltanto dai giornali che il nome scelto dal governatore era un altro. «Sono scomparsi tutti. Non è così che si cambia il sistema, usando vecchi metodi». Lei l’aspirante senatrice e/o sindaca, non la prese bene: «Sono diventata come tutti i messinesi agli occhi dei politici: invisibile e muta. Intorno a me è calato il silenzio, sono scomparsi tutti ed alle mie richieste non ho ricevuto risposta neanche un: grazie ma abbiamo cambiato idea. Solo silenzio. Sono scattati i veti incrociati, le ipocrisie, i giochetti che hanno distrutto questa città in tanti anni», denunciò al sito messinese. Aggiungendo: «Non pretendo nulla, ma una telefonata per dire che è stata scelta un’altra persona, è anche una questione di educazione. Avevo immaginato una squadra di alta professionalità e competenza, ma nessuno mi ha chiesto nulla».

Ma Crocetta, nonostante le distrazioni, non dimentica. E la ruota gira, anche per la pasionaria “invisibile”. Anche fino al 13 novembre, nella penultima seduta della legislatura, al tramonto della “giunta più pazza del mondo”. Nominata assessora ai Beni culturali, al posto di Vermiglio eternamente dimissionando (doveva lasciare dopo lo strappo di Centristi e Ap per il caso Pistorio, ma disse che sarebbe restato per «concludere alcuni provvedimenti importanti») e finalmente dimissionario.
«Sono finita in teatro dell’assurdo», disse la nuova assessora, citando Samuel Beckett, quando ce l’aveva con Crocetta che l’aveva sedotta e abbandonata. Mai frase fu più profetica.
Finisce a quarantotto. Ma, forse, non finisce qui.

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