home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Salto nel carro del (presunto) vincitore, così il centrodestra riabbraccia i “pentiti”

Centristi e alfaniani in fuga verso FI e Udc. Centrosinistra, 5 anni di campagna acquisti

Salto nel carro del (presunto) vincitore, così il centrodestra riabbracia i “pentiti”

Catania. «Sì ad Alfano, no a Musumeci».
C'erano 38 gradi all'ombra, a Scicli, in quell'appiccicosa mattinata dello scorso 8 agosto. Per fortuna nella sala di Palazzo Busacca, c'era l'aria condizionata. E un ospite in maniche di camicia: «Sono qui per aprire la campagna elettorale per la rielezione all'Ars dell'onorevole Orazio Ragusa», disse Pier Ferdinando Casini.

E, sotto lo sguardo compiaciuto di Gianpiero D'Alia, annunciò: «Daremo vita a una coalizione tra moderati e progressisti per le prossime elezioni in Sicilia».

Quest'ultimo progetto s'è realizzato. Ma non sarà della partita proprio Orazio Ragusa. Il deputato regionale ibleo, poco più di un mese dopo la solenne conferenza stampa con i leader del suo partito, fa sapere di aver cambiato idea: «Non c'erano più le condizioni per poter continuare a rappresentare il mio territorio all'Ars con i Centristi». Ergo: si candiderà alle Regionali nella lista di Forza Italia.
Capovolgendo l'incipit agostano, che ora diventa: «Sì a Musumeci, no ad Alfano».

È forse il caso più emblematico. Ma è uno dei tanti. Oltre a quella dei voltagabbana dell'Ars, lo zoo della politica siciliana si arricchisce di un'altra specie: i saltatori della quaglia da campagna elettorale. I quali, sia ben chiaro, sono meno deplorevoli dal punto di vista etico, perché in fondo la "conversione" - seppur last minute - arriva a partita in corso e i voti per entrare a Sala d'Ercole dovranno comunque conquistarseli.

I terminal di partenze e arrivi, a due settimane dalla presentazione delle liste, sono molto affollati. E la destinazione più gettonata, per i politici siciliani con la valigia (piena di voti) in mano, è il centrodestra. Un po' per sincera idiosincrasia verso l'abbraccio fra Renzi e Alfano, ma soprattutto per un accurato studio del vento. Che soffia verso un'altra direzione. E la transumanza di moderati che vanno (o ritornano) sull'altra sponda si allunga ogni giorno di più. Partiamo dagli ultimi arrivati. Ieri, in conferenza stampa a Palermo, i deputati regionali Nino Germanà e Giovanni Lo Sciuto hanno ufficializzato una notizia ormai scontata: l'addio ad Ap e l'approdo in Forza Italia.

Accolti entrambi da un «felice» Gianfranco Micciché (anch'esso tornato alla casa paterna, quella del Cav, dopo una breve e tormentata sbandata) che sta traghettando decine di anime dal girone infernale degli alfaniani pentiti al limbo dei forzisti riconvertiti. Un Caronte insaziabile, il commissario regionale di Forza Italia: «Le porte sono ancora aperte, ma questa è l'ultima occasione per tornare con noi».

Una chance che già hanno colto in molti, nelle ultime settimane. A partire dal deputato regionale Totò Lentini neo-forzista con un recente passato da leopoldino. Eletto all'Ars nell'Udc (dopo una militanza nell'Mpa nella precedente legislatura), transitato in Sicilia democratica, rientrato nell'Udc, poi nei Centristi per la Sicilia e infine al gruppo misto. Si ritinge d'azzurro anche l'ex presidente dell'Ars, Francesco Cascio, che - pur non candidandosi in prima persona per le pendenze giudiziarie - ha lasciato Alfano e metterà il suo pupillo Alessandro Anello. Lo stesso percorso seguito da due senatori di Ap - il presidente etneo della commissione Affari costituzionali, Salvo Torrisi, e il messinese Bruno Mancuso. L'entusiasmo per la quasi totale reunion del centrodestra - rappresentata dalla foto del "cannolo scomposto", con Nello Musumeci che si presenta insieme ai combattenti e reduci delle stagioni passate, cuffariane ma non solo - ha svuotato il contenitore centrista di Alfano e D'Alia. Potenziando la corazzata forzista, ma anche resuscitando i "cugini" dell'Udc di Cesa.

Nel redivivo Scudo Crociato era già confluito l'ex capogruppo dei Centristi Mimmo Turano, che negli ultimi giorni s'è ricongiunto ad altri due "pentiti" del centrosinistra: Gaetano Cani (ex Centristi) e Piero Alongi (ex Ap). In transito anche l'ex assessore Gianluca Micciché e la deputata Margherita La Rocca Ruvolo. Molte le richieste per entrare nella lista di Musumeci, anche da parte di insospettabili big di partiti dell'altro schieramento. Ma c'è anche un "turismo interno": il possente deputato ibleo Giorgio Assenza ha lasciato Forza Italia per candidarsi col pizzetto doc.

Molto meno affollata la carreggiata opposta. Del resto, il Pd ha già fatto una maestosa campagna acquisti in questi cinque anni di governo. Sono ormai citati quasi fino alla noia gli ingressi nei dem di Paolo Ruggirello (eletto nel 2012 con la Lista Musumeci), Nello Dipasquale (ex sindaco forzista di Ragusa, che comiziava «il Pd mi fa schifo» prima di diventare renziano), Valeria Sudano (ex Cantiere popolare) e Pippo Nicotra (ex Udc, Mpa, Nuovo Psi, Pdl); meno ingombrante, per Luca Sammartino, il marchio di golden boy del compianto Lino Leanza; fra le discusse new entry l'assessore Luisa Lantieri, cuffariana impenitente, eletta con Grande Sud e poi transitata in Sicilia democratica. Anche fra le altre forze della coalizione si respira un odore di centrodestra. Soprattutto fra i "diversamente renziani" della Sicilia Futura di Totò Cardinale, che fra gli altri ha accolto Michele Cimino (ex Forza Italia e Pdl, eletto nel 2012 con Grande Sud di Micciché), Totò Cascio (all'Ars con il Cantiere popolare di Saverio Romano), Salvo Lo Giudice (eletto con Musumeci, ex Grande Sud con simpatie cuffariane) ed Edy Tamajo (già con Pdl, Grande Sud e Udc).

Saranno anche loro - tutti ex del centrodestra, alcuni dei quali hanno resistito alle sirene tentatrici del ritorno alla base - gli acchiappavoti sui quali si fondano le speranze di vittoria di Fabrizio Micari. Ma si tratta di saltatori della quaglia ormai consolidati. Nessun movimento verso il centrosinistra, in quest'ultima fase. Anzi no: c'è Fabrizio Ferrandelli. Che ha riabbracciato Renzi e il Pd dopo aver sfidato Leoluca Orlando sostenuto dal centrodestra. Una scelta controcorrente, quasi una guida contromano in autostrada. Non a caso il movimento dell'ex-neo Pd si chiama I Coraggiosi.
Twitter: @MarioBarresi

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa