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Crocetta: «Con la mia esclusione dalle liste persi 60 mila voti»

Il governatore commenta la decisione del Tar di Catania che ha rigettato il suo ricorso e spera che il Tar di Palermo possa ribaltare la decisione

Crocetta: «Con la mia esclusione dalle liste persi 60 mila voti»

PALERMO - «Io sono votato al sacrificio e d’altra parte non potrebbe essere diversamente visto che mi chiamo "Rosario"...». Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, non rinuncia alla battuta e a distanza di poche ore dalla decisione del Tar di Catania che ha rigettato il ricorso della lista "Micari Presidente" contro l’esclusione nel collegio di Messina, l'unico in cui il governatore uscente era candidato, allarga le braccia. «Se anche il Tar di Palermo dovesse confermare quanto deciso a Catania? Certo non mi straccio le vesti. Chi ha responsabilità in questa vicenda se le dovrà assumere - dice -. Quanto a me vuol dire che sosterrò tutti i candidati delle liste del Megafono nelle altre province".

Certo è che i ripetuti passi indietro chiesti a Crocetta, questa è la tesi del governatore, avranno anche una conseguenza dal punto di vista elettorale. «Si sono persi circa 60mila voti» dice il presidente della Regione uscente, che snocciola i numeri della sua contabilità: con la mancata presentazione della lista a Siracusa sono andati in fumo «15mila voti, la mia mancata candidatura a Palermo e Catania costerà alla coalizione 20mila voti e altrettanti nel caso in cui fosse confermata l’esclusione della lista "Micari Presidente" a Messina».

Totale circa 60mila voti in meno per la coalizione che sostiene Fabrizio Micari. «Prima mi è stato chiesto di fare un passo indietro sulla mia ricandidatura a presidente della Regione - conclude Crocetta -, poi il ritiro della lista del Megafono che valeva almeno 4,5 punti percentuali, infine quest’ultimo capolavoro con la lista di Messina. Certo non si è fatto un favore al centrosinistra, adesso la battaglia è in salita ma da parte mia c'è il massimo impegno».

«Aspettiamo comunque la decisione del Tar di Palermo - conclude Crocetta -. In ogni caso sono abituato a non vedere complotti e a rispettare le sentenze dei magistrati. Penso, però che ci sia stata una visione restrittiva del diritto di partecipazione democratica: il termine di presentazione delle liste non può essere visto come quello di una gara d’appalto».

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