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Antimafia, in lista quaranta “impresentabili” ma sono candidabili

I risultati dello screening sui candidati alle elezioni regionali. Ma infuria la polemica tra le forze politiche

Antimafia, in lista quaranta “impresentabili” ma sono candidabili

Si è appena conclusa la visita dell’Antimafia in Sicilia sulle liste pulitè per le regionali del prossimo 5 novembre che all’indomani esplode il caso del sindaco di Priolo, Antonello Rizza, che è anche candidato all’Ars nelle liste di Forza Italia, arrestato dalla polizia per truffa e turbativa d’asta nell’ambito di un’ inchiesta della Procura di Siracusa.

Gli impresentabili emersi dalle audizioni dell’Antimafia sarebbero circa 40. Ma lo sono dal punta etico, del codice dell’Antimafia, forse, sicuramente non per legge. Nessuna incandidabilità al momento ufficiale. Con qualche Prefettura che non ha potuto dire di più perché su alcuni esponenti in lista ci sono atti secretati.
Ed è il MoVimento 5 stelle a lanciare una proposta: le Procure siciliane e le forze dell’ordine «trasmettano al più presto le loro risultanze sui candidati» alle Regionali in Sicilia all’Antimafia. E’ l’appello di Giulia Sarti, membro M5S in Commissione, dopo la «condanna e l’arresto di due dei candidati» della lista di Forza Italia, che appoggia Nello Musumeci, fatti che accendono «uno stato d’emergenza per l'isola». Secondo i 5stelle è una «questione civica che deve avere la massima priorità», perché «i cittadini hanno diritto di sapere chi votano».

Una richiesta respinta al mittente da Gianfranco Miccichè, coordinatore di Fi in Sicilia, che parla di «arresto e giustizia ad orologeria». E cita «la vicenda di Sandra Lonardo e Clemente Mastella, che - sostiene - è soltanto l’ultimo di una lunga fila di esempi di giustizia a orologeria. La storia italiana è piena di processi interminabili, causa di infinite pene personali per gli indagati e di crisi istituzionali e politiche, terminati con estraneità ai fatti o piene assoluzioni».

Una linea non condivisa dal capogruppo di Fi all’Ars, Marco Falcone che esprime «piena fiducia nella magistratura». Ma anche lo stesso sindaco-candidato regionale contesta la lunghezza dei processi: «Lo scandalo - aveva detto Antonello Rizza prima di essere posto ai domiciliari - non sono le indagini, ma che sono da sei anni sotto inchiesta e finora non è arrivata una sola sentenza»

Sinistra, centrosinistra e M5s attaccano Nello Musumeci. Claudio Fava si chiede «che farà adesso con il suo candidato Antonello Rizza, chiederà agli elettori di non votarlo? Adesso non ne ha più bisogno...».

«Se non riesce a controllare le sue liste - si interroga Fabrizio Micari - come pensa di riuscire a controllare assessorati e uffici regionali? Sotto il suo naso e a sua insaputa succederebbe di tutto e di più». Giancarlo Cancelleri usa la pagina Facebook di Beppe Grillo per l’affondo: "Mente sapendo di mentire - scrive - pur di non ammettere i suoi errori e di prendere in giro i siciliani. Se voleva apparire senza macchia doveva fare come noi e presentarsi da solo». Gli man forte in un video su Facebook Luigi Di Maio: «Il vero impresentabile di questa storia è chi le mette in lista queste persone, Musumeci».
Respinge ogni contestazione il candidato governatore del centrodestra che rivendica, invece, la primogenitura su liste pulite: «Avete visto che avevo ragione io - afferma - che servono le liste pulite? Ed io ero quello che creava stupido allarmismo... Rassegniamoci: ci vorranno ancora 15-20 anni, quando non cambieremo mentalità nei partiti».

Il sindaco di Priolo - rivela Musumeci - era venuto da noi, tre volte, per essere candidato nella lista #DiventeràBellissima e gli abbiamo detto no, perché chi ha problemi con la giustizia prima pensi a risolverli e poi a tornare a fare politica».
«Nelle nostre liste non ci sono impresentabili - dichiara il deputato di Ap Dore Misuraca - e siccome non sono riusciti a scovare alcunché hanno trovato qualcosa da pubblicare sul migliore dei nostri candidati, Giovanni La Via. Una vicenda secretata che sono riusciti a dare in pubblico».

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