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Regionali, Berlusconi rinuncia alla sfida con Grillo, ma in Sicilia arriva Renzi

Si infiamma la sfida in vista del prossimo 5 novembre. Niente osservatori Osce, ma Minniti allerta le Prefetture

I leader di partito sbarcano in Sicilia per gli ultimi frenetici giorni di campagna elettorale in vista delle regionali del 5 novembre. E così mentre Matteo Renzi annuncia a sorpresa il suo arrivo a Palermo venerdì a sostegno del candidato del centrosinistra Fabrizio Micari, anticipando le mosse degli avversari, non ci sarà più - almeno per il momento - il duello a distanza tra Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Dopo Catania il leader di Forza Italia ha infatti dato forfait anche per l’appuntamento di domenica 29 ottobre a Palermo dove, oltre al fondatore del Movimento 5 stelle, è prevista invece la presenza di Matteo Salvini. Proprio questa sovrapposizione avrebbe indotto Berlusconi a rinviare al primo novembre il suo comizio a Palermo.

ECCO PERCHE' SILVIO BERLUSCONI NON SARA' A CATANIA


La presenza di Grillo in Sicilia galvanizza invece i 5 stelle e il candidato del movimento Giancarlo Cancelleri, che in questi giorni è stato accompagnato nel suo tour elettorale da Luigi Di Maio. «Quella di Berlusconi che non va più a Catania e Palermo - dice - è una marcia indietro, fugge dal confronto con Beppe Grillo. Sono curioso di sapere se quando verrà ci sarà pure Musumeci che sembra quasi non contare più nulla, succube della sua coalizione». Cancelleri parla con i cronisti dopo avere incontrato il segretario generale dell’Osce Roberto Montella, a Palermo per una Conferenza sul Mediterraneo. Proprio la presenza degli osservatori dell’Osce per monitorare le elezioni in Sicilia era stata sollecitata nei giorni scorsi dal M5s, ma senza successo.

«All’Osce abbiamo detto di essere davvero preoccupati per il rischio di inquinamento del voto per la presenza di candidati accusati anche di voto di scambio, dunque c'è qualcosa di reale e la nostra non è propaganda», ha sottolineato Cancelleri. «Ci hanno spiegato che loro in passato hanno monitorato elezioni anche locali, che dal governo non è arrivata loro alcuna richiesta e che comunque per compiere un monitoraggio c'è bisogno di una preparazione adeguata. Siamo soddisfatti dell’incontro proficuo avuto con l’Osce che aveva pure risposto alle nostre richieste inviate qualche giorno fa».

Il candidato grillino, impegnato in un testa a testa con Musumeci, ne approfitta anche per lanciare qualche stoccata al suo rivale citando il caso dell’ex Udc Ernesto Calogero, che lo scorso febbraio è stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione per falso in un’inchiesta su presunti diplomi facili. "Adesso l’alibi di Musumeci è finito. Agli impresentabili nelle liste a lui collegate, si aggiunge l’impresentabile candidato proprio nella sua di lista, 'Diventeràbellissimà. E’ ormai chiaro, la coalizione di Musumeci è basata su interessi ed è piena di impresentabili».

E in questo clima arroventato si inserisce anche il presidente della Regione uscente Rosario Crocetta, che nei giorni scorsi aveva scritto una lettera al ministro dell’Interno Minniti mettendo in guardia dal rischio di condizionamenti sul voto. Il titolare del Viminale ha risposto con una nota, diffusa dallo stesso Crocetta. «Alla luce dei pericoli paventati dal presidente della Regione - scrive Minniti - viene elevata al massimo la cornice di sicurezza pianificata in occasione della consultazione elettorale del 5 novembre e pertanto, i piani e i servizi di vigilanza già predisposti dalle Prefetture, verranno integrati con mirate azioni di controllo e presidio del territorio volte a prevenire possibili interferenze della criminalità sull'esercizio del diritto di voto».

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