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Finanziaria regionale, strada in salita all’Ars:

Finanziaria regionale, strada in salita all’Ars: il governo Crocetta battuto tre volte in avvio

Ma passa il bilancio interno del'Assemblea: tagli per 3 milioni

Finanziaria regionale, strada in salita all’Ars:  il governo Crocetta battuto tre volte in avvio

PALERMO - Una Caporetto. Il governo di Rosario Crocetta e la maggioranza escono con le ossa rotte dall’Assemblea regionale, che questo pomeriggio ha cominciato a votare il bilancio di previsione 2016-2018, manovra da 24 miliardi di euro. Per sei volte consecutive il governo è andato sotto in aula, battuto su quattro emendamenti delle opposizioni, uno dei quali taglia 24 mila euro al capitolo delle spese per le missioni del governatore, e persino su due emendamenti tecnici a firma dell’assessore all’Economia, Alessandro Baccei.

 


La strada del voto segreto su ogni emendamento perseguita dalle opposizioni, soprattutto da M5s e Mpa, ha mandato in frantumi la maggioranza fin dalle prime battute in aula, dove tra l’altro mancava una trentina di parlamentari, gran parte dei quali proprio tra le fila dei gruppi che sulla carta sostengono la giunta.

 

 

Messaggi politici inequivocabili, frutto delle spaccature interne al Pd e all’Udc, nonostante il vertice di coalizione riunito da Crocetta tre giorni fa e che evidentemente non è servito a nulla. Assente a sala d’Ercole il presidente della Regione, gli assessori non hanno potuto che prendere atto della débâcle parlamentare. Pd e Udc hanno tentato di salvare la faccia chiedendo il rinvio della seduta, ottenendolo solo dopo un paio d’ore quando il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha dovuto constatare il persistere dei problemi politici nella maggioranza, rinviando poi la seduta per mancanza del numero legale.

 

 

Si tornerà in aula domani pomeriggio, con la maggioranza che tenterà nel frattempo di serrare i ranghi. La strada però appare tutta in salita.

 


Dopo il bilancio, l’aula passerà all’esame della legge di stabilità regionale, con circa 2 mila emendamenti. La manovra complessiva dovrebbe essere approvata entro il 29 febbraio, termine di scadenza dell’esercizio provvisorio. Ma nei corridoi di Palazzo dei Normanni c’è chi sussurra che se non cambierà il clima sarà probabile il ricorso almeno a un altro mese di esercizio provvisorio.

 

La legge di stabilità contiene tagli per circa 500 milioni di euro e norme che l’assessore Baccei ha concordato con Roma: se non saranno approvate rischia di saltare la trattativa tra la Regione e lo Stato che dovrebbe accordare 500 mln mancanti per chiudere il bilancio della Sicilia.

 

L’Assemblea regionale siciliana ha invece votato e approvato - col voto contrario dei deputati del M5S e l’astensione di Giovanni Greco (Mpa) - il bilancio interno dell’Ars nel corso della seduta di oggi pomeriggio.  Il totale complessivo della spesa dell’Ars ammonta a 155 milioni di euro. Dai trasferimenti della Regione arrivano 143 milioni di euro, tre in meno rispetto al 2015. La spesa complessiva dell’Assemblea, secondo quanto risulta dal documento finanziario, è inferiore di 2,8 mln di euro rispetto allo scorso anno

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