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Finanziaria, l’Ars affossa Sicilia e-servizi

Finanziaria, l’Ars affossa Sicilia e-servizi e approva anche l’eco-tassa per i Comuni

Servizi informatici ai privati, Ingroia: «Speculazione selvaggia»

Finanziaria, l’Ars affossa Sicilia e-servizi e approva anche l’eco-tassa per i Comuni

PALERMO - Da un lato il governatore Rosario Crocetta, dall'altro il Pd e in mezzo le opposizioni che almeno in queste prime battute di finanziaria hanno giocato di fioretto e non di ostruzionismo. Crocetta incassa l'ok alla norma sui testimoni di giustizia, quasi 800 mila euro e nove nuove assunzioni, anche se rimane aperta la questione posta dall'associazione dei testimoni che spinge per i trasferimenti di questo personale, perlopiù inquadrato in uffici a Roma, in
Sicilia. Di contro, il governatore subisce la norma che consente alla Regione di potersi avvalere dei privati nella gestione dei servizi informatici, finora affidati in regime di monopolio a Sicilia e-Servizi, che senza le commesse pubbliche non potendone avere altre rischia di chiudere.

 

  Il governatore ha tentato di fermare la norma, ma il suo emendamento è stato respinto in aula con voto segreto: così è passato l'articolo, proposto in commissione Bilancio dal renziano Luca Sammartino, che apre agli affidamenti privati. Una scelta che l'amministratore di Sicilia e-servizi, Antonio Ingroia, bolla come "speculazione selvaggia", accusando l'assessore all'Economia Alessandro Baccei, che in aula si era rimesso al volere dell'aula sull'emendamento Crocetta, di "conflitto d'interessi" e ricordando che ci sono in ballo 400 milioni di euro dell'Ue sulla fibra ultralarga. E rilancia: "Se qualcuno pensa che possa dimettermi si sbaglia". Fa quadrato attorno all'assessore il capogruppo del Pd, Alice Anselmo: "Ingroia pensi a lavorare".  Altra società a rischio è Sviluppo Sicilia. L'Ars non ha autorizzato la ricapitalizzazione dell'azienda che ha il bilancio in rosso e un portafoglio commesse vuoto: solo il dipartimento Economia se n'è avvalso. I sindacati hanno già decretato lo stato di agitazione, a tutela dei 70 lavoratori, contestando all'assessore al Lavoro Gianluca Miccichè (Udc) di avere affidato l'assistenza tecnica di Garanzia giovani a Invitalia e non a Sviluppo Sicilia. 

 

 Rimane in bilico Riscossione Sicilia, per la quale il governo ha previsto in finanziaria 17,9 milioni. Sulla norma ci sono alcuni emendamenti soppressivi che prevedono la cessione delle quote a Equitalia, con il passaggio alla società anche del personale, e la liquidazione della Spa guidata da Antonio Fiumefreddo. L'articolo, al momento, è stato accantonato: Crocetta sta cercando di convincere maggioranza e opposizione a non rinunciare a Riscossione, ma il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone, non intende fare passi indietro. Si vedrà.

 

 Disco verde, invece, per l'ecotassa ai comuni che non raggiungono il 65% della raccolta differenziata, norma condivisa dal M5s, e voluta da Crocetta e dall'assessore renziano all'Energia Vania Contrafatto. Resta aperta la partita sui fondi ai comuni, domani ci sarà un vertice a Palazzo dei Normanni con l'Anci Sicilia: il clima non è dei migliori, soprattutto dopo il via libera in finanziaria alla norma sulle Ztl che secondo il comune di Palermo è illegittima. Sullo sfondo la questione del blocco del turnover dei forestali, tra i temi più caldi della manovra. Finora l'esame è proseguito spedito, anche se il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, comunque ha ricordato all'aula il rispetto dei tempi: "La manovra va approvata entro sabato prossimo".

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