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Micciché eletto (anche con i voti del Pd) presidente dell'Ars

Ha ottenuto 39 voti e per la seconda volta il commissario di Forza Italia sale sullo scranno più alto di Sala d'Ercole

Micciché eletto (anche con i voti del Pd) presidente dell'Ars

Gianfranco Micciché è eletto presidente dell’Assemblea siciliana anche grazie ai voti del Pd. E lo «strappo», per il M5S, è la prova che «Berlusconi e Renzi stanno andando a braccetto verso le politiche».

Al di là della rabbia dei 5stelle che avevano tentato di spaccare la maggioranza riversando i loro 20 voti sulla deputata dell’Udc Margherita La Rocca Ruvolo, ottenendo dal Pd l’impegno a sostenerla nell’eventuale ballottaggio, il risultato conferma la compattezza del centrodestra pur con i numeri risicati che si ritrova.
che avevano tentato di spaccare la maggioranza riversando i loro 20 voti sulla deputata dell’Udc Margherita La Rocca Ruvolo, ottenendo dal Pd l’impegno a sostenerla nell’eventuale ballottaggio, il risultato conferma la compattezza del centrodestra pur con i numeri risicati che si ritrova.

E apre un nuovo scontro tra i Dem: 4 deputati su 11 non hanno seguito la linea del gruppo, quella di votare il candidato di bandiera Nello Dipasquale. Due hanno votato per Miccichè, gli altri due hanno disperso il voto.

Tranne che nella prima votazione, quando due franchi tiratori hanno innervosito Miccichè (33 preferenze su 35, assente per lutto un parlamentare di area) e nella seconda, fallita per un solo voto, nella terza la coalizione ha tenuto la barra dritta, rispettando il patto.

Alla fine, dopo una votazione rocambolesca fatta ripetere perché il deputato Udc Giovanni Bulla aveva mostrato la scheda passando tra i banchi del governo per dimostrare la sua fedeltà e facendo esplodere il caos in aula, Miccichè ha conquistato lo scranno più alto di sala d’Ercole con 39 voti, quattro in più di quelli che gli ha garantito la coalizione.

In soccorso del commissario di FI sono arrivati i due deputati di «Sicilia Futura», Nicola D’Agostino ed Edy Tamajo e due parlamentari del Pd, i cui nomi rimangono nell’anonimato del voto segreto. Chi ha votato per Miccichè ha rotto il patto siglato in una riunione tra i dem, poche ore prima della votazione. «Ci sono stati 4 utili idioti, mi spiace e sono amareggiato per quello che è successo, qualcuno ha voluto fare il soccorritore di un vincitore preventivo che ce l’ha fatta comunque», commenta l’esponente del Pd Antonello Cracolici aprendo la resa dei conti in un partito in perenne fibrillazione. Mentre Giuseppe Lupo (Aredem) parla di «traditori».

Emozionato e con la voce tremante senza un discorso pronto "per scaramanzia», Miccichè, alla sua seconda volta da presidente del Parlamento, è salito subito sulla scranno più alto assicurando che farà da garante anche per le opposizioni. Poi di fronte ai cronisti ha bacchettato i 5stelle. «Hanno votato La Rocca Ruvolo perché avevano paura di contarsi, è evidente - ha sostenuto - potevano scegliere uno di loro, ma non avendo la certezza di essere compatti hanno fatto una scelta diversa. Il risultato è che sommando i voti di La Rocca e i miei il centrodestra ha raggiunto quota 59».
E prima di congedarsi dai cronisti l’ex parlamentare di FI, ha assicurato i dipendenti dell’Ars «che gli stipendi non saranno tagliati» e ha voluto riservare un pensiero a Marcello Dell’Utri: «C'è un’inaudita cattiveria di chi si arroga il diritto di essere Dio e non un giudice. E’ insopportabile, spero il Paese reagisca... ma non lo farà».

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