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Salvini in Sicilia tra immigrazione, agricoltura

Salvini in Sicilia tra immigrazione agricoltura, pesca e contestazioni

«Accogliere solo chi scappa da guerra» VIDEO 1 - 2 - 3

Salvini in Sicilia tra immigrazione agricoltura, pesca e contestazioni

Tra slogan e contestazioni si è chiusa la visita di Matteo Salvini in Sicilia dove ha inaugurato una sede del suo movimento a Grammichele nel Catanese e ha visitato gli operatori del mercato ortofrutticolo di Vittoria. Naturale il riferimento alla questione immigrazione: «Chi scappa dalla guerra è nostro fratello, chi invece non è in questa situazione allora deve tornare a casa. Per noi vengono prima gli italiani – ha aggiunto – poi viene il resto del mondo. Chi viene qui deve rispettare le nostre leggi e le nostre donne. Tra 20-30 anni, con tasso di mortalità e nascite di oggi, sarà obbligatorio fare indossare il burqa alle nostre figlie, voglio vedere poi che dirà quello che dice oggi che è bello accoglierli”. A Grammichele c’è stato anche qualche contestatore al quale ha risposto: «Accoglili tutti tu, così sei contento, bello e solidale».

A Grammichele è tornato anche sulla questione agricoltura: «Quello sull’olio tunisino è stato un voto criminale, ma non me la prendo solo col Pd e il governo, ma anche con i sindacati che vengono qui a Catania a gridare e poi proteggono le spalle e le chiappe del governo, che sta massacrando gli agricoltori. Quindi anche i sindacati degli agricoltori si decidano: o difendono seriamente l’agricoltura italiana o dicano se si aspettano qualche poltrona da Renzi».

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Da Salvini è anche arrivata la doccia fredda a SilVio Berlusconi: «Di Roma non parlo, Bertolaso dica quello che vuole: non è il mio candidato». In precedenza il leader della Lega era stato a Vittoria: «Il governo Renzi ed il governo Crocetta hanno svenduto l’agricoltura e la pesca siciliana. Ho incontrato i pescatori di Catania. Mi hanno consegnato un dossier. Un pescatore viene multato se nella barca si trova un tonno. - dice - Ma un tonno non sa di essere tonno. Non sa che sta nuotando in acque italiane e non del Marocco. Non sa che non può abboccare alla rete. Multano i pescatori e noi mangiamo tonno di altri paesi».

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