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Boldrini ospite famiglia allo Zen2

Boldrini ospite famiglia allo Zen2 Lei ricambia: «Venite a Montecitorio»

La presidente della Camera accolta a Palermo in periferia

Boldrini ospite famiglia allo Zen2 Lei ricambia: «Venite a Montecitorio»

Palermo - Mentre la osserva entrare in casa della sua amica, la signora Anna, 65 anni, sgrana gli occhi: «Non era mai successo che una persona così importante venisse qui tra noi, speriamo che ci possa aiutare, ne abbiamo bisogno». 

 

In casa Lo Bono, Laura Boldrini, viene accolta dalla padrona di casa, la signora Provvidenza, 49 anni. Sul tavolo vassoi di dolci, come la torta ai frutti di bosco
preparata da uno dei suoi quattro figli maschi, che dormono al piano di sopra, in uno dei padiglioni dello Zen2, tra i quartieri più degradati di Palermo. Quattro figli, un marito camionista disoccupato da un
anno, i due gatti, la signora Provvidenza mostra fiera alla presidente Boldrini la tavola tirata a lucido, sopra i vassoi di dolci fatti insieme alla sorella, Patrizia, anche lei disoccupata, separata e nonna a 42 anni. Alle pareti, macchie di umidità e foto dei figli. «Non sono i palazzi a insegnarci l'educazione e il rispetto», dice la sorella Patrizia, mentre il marito con discrezione ascolta in silenzio.

 

«Quanti sacrifici in questa casa occupata 25 anni fa – spiega Provvidenza, che racconta le difficoltà con l'Istituto case popolari e con l'amministrazione comunale mentre aspetta l'arrivo della Boldrini – Quando siamo arrivati in questa casa siamo stati tre mesi senza acqua né luce, io avevo un bambino di un anno e un altro di appena un mese: alcuni parenti ci hanno aiutato mettendo un tubo sopra i tetti per raccogliere l'acqua”. Poi la sanatoria “il pagamento di 900mila lire di multa” e la richiesta di essere “trattati come cittadini, ma senza lavoro come si fa?”. Fuori dalla porta, la ressa di giornalisti e cameramen, a poche decine di metri un cumulo enorme di tavole di pezzi di legno, pronti per essere incendiati per la classica 'vampatà di San Giuseppe.
 

 

 Accompagnata dal sindaco Leoluca Orlando, la presidente della Camera ha fatto un giro per le strade dei casermoni, ascoltando alcuni residenti e molte donne impegnate nelle associazioni che hanno raccontato i disagi della periferia ma anche i progetti di recupero. «Mi sembra doveroso da parte delle istituzioni stare nei territori dove si fa di tutto per uscire da una situazione di difficoltà», dice Boldrini. «Noi a volte sentiamo parlare di grandi opere ma la prima grande opera deve essere un piano di risanamento delle periferie, questo dobbiamo fare e io continuerò a visitare le periferie fino alla fine del mio mandato, non solo perché le persone hanno il diritto di vivere meglio ma anche perché se noi non avviciniamo la gente alla politica si rischia veramente il default del nostro Paese», avverte. Dopo Scampia a Napoli, lo Zen 2 a Palermo, Boldrini nei prossimi giorni si recherà nel quartiere, Corviale, a Roma.

 

E alle critiche risponde netta: «Sarebbe stato meglio che non fossi venuta qui? Se si viene si fa la sfilata, se non si viene si omette di dare l'attenzione ai territori difficili. Bisogna cominciare o no a cambiare le cose?». Perché «il cambiamento secondo me passa anche dall'ascolto fatto con umiltà senza supponenza e andare a casa delle persone». Il suo appello è alle donne dello Zen: «Dovete essere le sentinelle del quartiere», l'esortazione della Boldrini, che invita una piccola delegazione, compresa la signora Provvidenza, a Montecitorio. "Grazie, non ho mai preso l'aereo... sarà tutto emozionante", la risposta di Provvidenza.

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