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«Scialfa candidata con Forza Italia? Non se ne parla»

Marco Falcone, assessore regionale alle Infrastrutture sulle dimissioni dell'assessore comunale di Catania: «Si tratta di rispetto delle regole. Chi arriva ultimo non può scavalcare nessuno. Magari se ne riparla tra 5 anni»

«Scialfa candidata con Forza Italia? Non se ne parla»

Lo dice senza mezzi termini l'assessore regionale alle Infrastrutture ed ex capogruppo all'Ars di Forza Italia, Marco Falcone. Che aggiunge: «La base del partito - e non soltanto - farà valere il principio di coerenza su questa paradossale vicenda. Come rappresentante del partito azzurro porrò la questione sia nella prossima riunione di partito a Palermo, sia nelle sedi romane. Qui si tratta di rispetto delle regole. Non è possibile che chi arriva ultimo nel partito addirittura rischi di finire primo, tra l'altro dopo aver governato col centrosinistra per oltre 4 anni... ».

Allora la Scialfa non è bene accetta?

«E' una questione di metodo. Siamo lieti che l'ex assessore comunale abbia capito il fallimento dell’esperienza a fianco del sindaco Bianco. Ma quanto a una sua possibile candidatura nel nostro partito allora io dico: la Scialfa venga in Forza Italia, ma per una sua candidatura se ne riparli solo tra cinque anni, alla prossima elezione. Non è possibile che il partito possa accettare che l'ex assessore finisca in lista prima dei nostri esponenti solo per il motivo di essersi allontanata da Bianco. Le dimissioni non portano automaticamente alla purificazione politica. E, poi, di rappresentanti di spessore ne abbiamo una moltitudine in Sicilia e anche a Catania da poter candidare».

L'assessore dice di parlare principalmente a titolo personale, ma aggiunge che anche la base del partito è in subbuglio per la vicenda Scialfa: «A Catania - dice - ci siamo sempre posti delle regole di coerenza e di appartenenza. E intendiamo continuare su questa strada».

A chi gli fa notare che il nome della Scialfa non è stato fatto in ambienti siciliani del partito, ma nei centri romani, Falcone precisa: «So bene che la vicenda è nata in ambienti romani, frutto di una proposta di qualche esponente anche della società civile. Ma sono ormai certo che questa vicenda in Sicilia è bizzarra e non andrà da nessuna parte. Per questo ribadisco che in settimana porremo in sede di riunione di partito il nostro veto».

A mostrare perplessità per una candidatura in Sicilia e principalmente a Catania della Scialfa era stato un giorno prima anche il coordinatore provinciale Salvo Pogliese. L'eurodeputato, senza fare alcuna dichiarazione, e limitandosi a definire la vicenda dell'ex assessore «frutto della disamministrazione del sindaco Bianco», aveva fatto capire, mettendo le mani avanti, che ancora sulla candidatura della Scialfa non c'era nulla di concreto.

A questo punto, viste le forti resistenze del partito siciliano, l'ex assessore della giunta guidata dal sindaco Bianco potrebbe essere candidata altrove, fuori dalla Sicilia, sempre se ci saranno i presupposti e i collegi per poterlo fare. «In questo caso - conclude Falcone - se il partito nazionale sceglierà di candidarla in un'altra regione, mi limito a un no comment».

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commenti 1
  • luigi sidoti

    05 Gennaio 2018 - 19:07

    Bravo Marco, bravo Salvo! Roma deve capire che non siamo ""vassalli""

    Rispondi

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