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Musumeci annuncia: «Edilizia popolare, siamo pronti per abolire i dieci Iacp»

Il presidente della Regione: «Riteniamo che bisogna cambiare il sistema di gestione del patrimonio abitativo pubblico»

Assenteismo all'Iacp di Messina, confermate in appello 69 condanne

"Riteniamo che bisogna cambiare il sistema di gestione del patrimonio abitativo pubblico. Nelle prossime settimane sarà varato un disegno di legge che dovrà porre fine ai 10 Istituti autonomi case popolari, recuperando il personale e il patrimonio, e razionalizzando la gestione del patrimonio abitativo attraverso una soluzione che noi riteniamo equa, economica e soprattutto adeguata a fare fronte a questa drammatica emergenza".

Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans con l’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone. "Volevamo affidare alle nove Province il compito di gestire il patrimonio residenziale pubblico, stiamo confrontandoci con alcuni esperti per poter capire come rendere indolore il passaggio dagli Iacp alle Province, ai Liberi consorzi e alle Città metropolitane - ha aggiunto -. Ci siamo anche chiesti se i beni confiscati alla mafia possano essere utili alle prime immediate esigenze, ai casi più disperati: la legge non è molto chiara da questo punto di vista e per poter fare chiarezza terremo domani pomeriggio, con l'assessore Falcone, un incontro con il direttore nazionale dell’Agenzia per i beni confiscati".

"In Sicilia esiste una drammatica carenza di alloggi, non si può avere una quantificazione completa ma possiamo dire che la cifra si aggira attorno ai 40mila alloggi pubblici mancanti in Sicilia in base alle richieste, in base alle relazioni dei servizi sociali e alle domande pervenute. Parliamo di famiglie povere o che vivono nell’indigenza richiedenti un alloggio dignitoso. Un numero destinato a crescere perchè sta crescendo il numero di provvedimenti di sfratti esecutivi". "In Sicilia – ha detto Musumeci - operano 10 Istituti autonomi case popolari che dal nostro punto di vista hanno già esaurito la loro forza propulsiva, la capacità di gestione, il patrimonio edilizio è in condizioni di degrado, la manutenzione non viene assicurata, crescono i debiti, qualche volta si registrano illeciti all’interno degli stessi Enti che dispongono anche di personale qualificato - ha aggiunto Musumeci -. C'è una gestione politica degli Istituti assai spregiudicata, dall’altra parte ci sono anche potenzialità risorse umane e patrimoniali che rimangono inespresse. Nel frattempo la gente occupa persino le chiese per rivendicare e gridare forte il diritto alla casa".

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