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Crocetta: «Un super commissario antimafia

Crocetta: «Un super commissario antimafia per la Camera di commercio di Catania»

Il presidente della Regione: «Pagliaro nominato dalla Guidi»

Il presidente della Regione: «Pagliaro nominato dalla Guidi»

Crocetta: «Un super commissario antimafia per la Camera di commercio di Catania»

CATANIA. Di buon mattino ha già le idee chiare: «Ormai alla Camera di Commercio di Catania non basta più un commissario. Ci vuole un super commissario. Un super commissario antimafia: un prefetto, un magistrato, un generale della Guardia di finanza... ». Rosario Crocetta si dice «disgustato» delle notizie apprese dai giornali e dalle «informazioni acquisite» sull’iter di accorpamento degli enti camerali in Sicilia. E affonda: «La situazione era già molto complicata a Messina e a Palermo, ma quello che emerge su Catania e sulle altre province della Sicilia orientale è allucinante».

 

Presidente, allora che vuole fare?

 «Innanzitutto precisare due cose. La prima è che il commissario per l’accorpamento delle Camere di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa, Alfio Pagliaro, sul quale risulta un’indagine dei magistrati di Catania, è stato nominato dalla ministra Guidi. È un commissario ad acta per quell’iter».

 

Quindi la Regione non c’entra?

«Non c’entra, come non c’entra mai in nessuna questione che riguardi i “quartierini”. Nell’inchiesta di Potenza sono uscite centinaia di intercettazioni che riguardano la Sicilia e personaggi siciliani, e né io né esponenti del mio governo ci sono mai. E non mi pare poco».

 

Ma sulle Camere di Commercio la Regione ha una competenza specifica. Cosa vuole fare?

«Intervenire, senza perdere più tempo. Quella che emerge è una situazione disgustosa. I reati sono di competenza della magistratura e delle forze dell’ordine che indagano. Ma la Regione ha il dovere di fare qualcosa».

 

Cosa?

«Voglio nominare un super commissario antimafia. Una figura super partes - un ex prefetto, un ex magistrato o questore, un generale della Guardia di finanza - che possa fare ordine e dare trasparenza a delle vicende che mi sembrano piuttosto opache».

 

Ha già in mente qualcuno?

«Sì. Ma per il momento posso dare soltanto il profilo: sarà tipo Messineo a Castelvetrano, per sbrogliare una matassa in cui ci sono interessi molto pesanti e pressioni fortissime».

 

Intanto Musumeci ha ipotizzato un’audizione dell’assessore Lo Bello all’Antimafia dell’Ars...

«Mi viene da ridere (e ride davvero, ndr) ... Ho il massimo rispetto per l’istituzione, ma su Musumeci non voglio pronunciarmi: non ne sta azzeccando una... L’Antimafia dovrebbe audire il ministro Guidi, non la Lo Bello! Perché Musumeci non convoca la Guidi? Comunque, il punto non è questo».

 

E qual è?

«Bisogna correre ai ripari. La prossima settimana convocherò tutte le parti in causa. Bisogna fare un discorso chiaro, con il sindaco, con le associazioni, con tutti i soggetti interessati. Anche perché, oltre alle presunte irregolarità oggetto di inchieste dei magistrati, c’è una vicenda importantissima, come il futuro dell’aeroporto di Catania, che non può essere gestito in una situazione di caos e di sospetti».

 

Quindi il nuovo management della Sac non lo nomineranno i commissari degli enti soci?

«Si deve andare a elezioni regolari, pulite e trasparenti degli organi della Camera di Commercio e poi, dopo aver avuto una rappresentanza trasparente e chiara, passare alle nomine della società aeroportuale».

 

Però così il presidente della Regione, che con i commissari è di fatto il socio di maggioranza relativa, rinuncia a un grande potere...

«Allora non ci siamo capiti: a me non interessa il potere, così come non mi interessa fare affari. Io voglio ordine, trasparenza e democrazia in un settore delicatissimo per lo sviluppo delle imprese siciliane, con risvolti anche sulla gestione degli aeroporti. Per questo voglio un super commissario antimafia».

 

Tanto più che dalle carte dell’inchiesta di Potenza emergono pressioni di Gemelli sulla ministra anche per la vicenda delle Camere di Commercio siciliane.

«Gemelli non aveva certo bisogno di raccomandazioni, né da Lo Bello, né da Montante. Era il fidanzato della ministra... Non penso che avesse bisogno di qualcuno che mandasse le sue referenze a Roma. Anche per il suo ruolo in Confindustria. Diciamo che aveva le giuste coperture».

 

A proposito di Confindustria: sui giornali emerge una spaccatura fra Lo Bello e Montante anche su questa partita delle Camere di Commercio.

«Io so quello che scrivete voi... Posso solo dire che mi sembra surreale che Montante appoggi un personaggio come Agen. E poi posso dire una cosa? ».

 

Prego, la dica.

 «Tutti dicono che ci sia un contrasto fra Montante e Lo Bello. Ma io fino ad adesso non ho avuto questa sensazione... Poi, voglio dire, io non voglio farmi gli affari degli altri. Ognuno a casa sua... ».

 

Eppure anche la Giunta regionale, negli ultimi anni, è stata un po’ casa di Confindustria Sicilia...

«Guardi, vorrei chiarire questa cosa una volta per tutte. Nel mio governo c’è stato un assessore tecnico, Linda Vancheri, espressione di Confindustria. Ma noi con Confindustria e con nessuno dei suoi esponenti abbiamo mai fatto affari. Noi ci teniamo ben lontani dai “quartierini”. Da tutti i “quartierini”».

twitter: @MarioBarresi

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