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Fondi Ue, 5 miliardi di euro da spendere in 5 anni, ed entro il 2018 ne vanno “certificati” 700 milioni

Incontro a Roma tra il presidente della Regione Nello Musumeci e il ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti. Ci sarà una task force con Regione, Governo e Commissione europea

Fondi Ue, 5 miliardi di euro da spendere in 5 anni, ed entro il 2018 ne vanno “certificati” 700

Il presidente della Regione Nello Musumeci, ha incontrato a Roma il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, con il quale ha discusso di Patto per la Sicilia e Fondi strutturali europei.

«C'è grande collaborazione con il presidente Musumeci - ha detto all’Italpress De Vincenti -. Abbiamo parlato dell’esigenza di accelerare sui lavori in corso, avviati con il Patto, e abbiamo condiviso anche l’esigenza di una messa a fuoco migliore sulle priorità chiave per la Regione. Infine abbiamo concordato per una accelerazione dei fondi europei attraverso la task force triangolare, che costituiremo, Regione-Governo-Commissione Europea».

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Quello di oggi è stato il primo di una serie di incontri tra governo e Sicilia, come conferma lo stesso ministro: «Continueremo regolarmente a monitorare lo stato di avanzamento del Patto Sicilia».

«Con il ministro De Vincenti e il Governo abbiamo concordato la nascita di una cabina di regia, un gruppo di lavoro che si occuperà esclusivamente di accelerare la spesa in Sicilia. Ci sono cinque miliardi da spendere nei prossimi cinque anni. Una occasione che non possiamo farci sfuggire», ha detto ancora il presidente della Regione, Nello Musumeci. «La collaborazione con il Governo e il ministro De Vincenti è di assoluto rispetto - ha continuato il governatore -. Ereditiamo una situazione pesante perchè in Sicilia dal 2014 poco è stato fatto, neanche il minimo necessario. Dobbiamo certificare entro il 31 dicembre 700 milioni di euro, finora ne risultano certificati soltanto 7. Abbiamo la necessità, pertanto, di accelerare le opere e gli interventi già in atto, monitorare le varie fasi, e riprogrammare per creare almeno alcuni poli di sviluppo nelle aree interne e costiere ed evitare una polverizzazione eccessiva della spesa, badando bene a priorità come acqua, rifiuti, dissesto idrogeologico e altre aree di intervento che non possono restare marginali»

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