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Bocciata mozione di censuraM5S per assessore Cracolici

Bocciata mozione di censura M5S per assessore Cracolici

Con 13 voti a favore e 50 contrari, l'aula ha votato, con voto palese, la mozione. Le dimissioni erano state chieste per la condanna della Corte dei Conti a risarcire 340mila euro

Bocciata  mozione di censura M5S per assessore Cracolici

PALERMO - Con 13 voti a favore, 50 contrari e sette astenuti l'Ars ha bocciato la mozione di censura presentata dal Movimento 5 Stelle nei confronti dell'asssessore all'Agricoltrua Antonello Cracolici. La mozione è stata votata con voto palese. Dopo il voto sulla mozione, l'aula ha incardinato il "ddl stralcio" che contiene le norme escluse dalla manovra finanziaria, approvata lo scorso febbraio. 

 

«Io non ci sto. Non accetto di essere travolto da un pregiudizio. Non ho mai utilizzato la mia attività per avere un vantaggio personale. Ho sempre vissuto del mio lavoro, non mi sono arricchito, né ho vissuto al di sopra dei miei mezzi di sostentamento: non una delle spese contestate al gruppo del Pd è riferibile a mia spesa personale". Così in aula l'assessore regionale all'Agricoltura, Antonello Cracolici era interventuo sulla mozione di censura nei suoi confronti presentata dal M5s che ne chiedevano le dimissioni per la condanna della Corte dei conti a risarcire 340 mila euro, quando era capogruppo del Pd nella scorsa legislatura, nell'ambito dell'indagine sulle cosiddette spese pazze dei gruppi parlamentari. «Nessuna delle spese contestate riguarda l'assenza di documentazione contabile, anzi, una minuziosa e dettagliata esistenza di fatture e ricevute è stata consegnata il giorno stesso in cui è stata richiesta dalla Guardia di finanza - ha detto Cracolici - Forse, proprio l'assenza di regole sulla rendicontazione ha creato questo gigantesco vulnus. Io penso che questa sia la più grave colpa di quella Assemblea, che ha considerato il contributo erogato ai gruppi quasi "a fondo perduto", a tal punto che non esistevano fino alla scorsa legislatura norme che disciplinassero la restituzione delle eventuali rimanenze. Quindi, la condanna che abbiamo subito non attiene a "spese pazze": attiene alla interpretazione postuma da parte dei giudici delle spese fatte e approvate dal gruppo e giudicate invece non inerenti dalla Corte».

 

 «Non sta a noi entrare nel merito della vicenda riguardante l'onorevole Cracolici, lo farà la Corte dei Conti. Alcune considerazioni vanno però fatte. L'esponente del Pd è rimasto imbrigliato dalla macchina del fango del suo stesso partito e dal giustizialismo del presidente della Regione». Lo dice Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all'Ars. «l Pd oggi è contrario alla mozione, ma sino a ieri è stato solito puntare l'indice contro, anche per semplici sospetti, dimostrati poi infondati. Ricordiamo la vicenda dell'architetto Sgarlata, che da assessore regionale venne fatta dimettere per una inesistente violazione edilizia - aggiunge - Allo stesso modo il Ncd che all'inizio delle trattative col Pd venne definito il "partito di mafia capitale", salvo poi riconoscergli un assessore. Sino ad arrivare all'epurazione dalla giunta regionale dell'assessore Nicolò Marino, reo di aver contrastato una certa intrapresa privata, su cui insistono numerose ombre. La mozione di censura è il risultato di un'industria culturale costruita ad arte contro gli avversari, pensando che laddove questi non potessero essere sconfitti elettoralmente dovevano essere eliminati tramite azioni giudiziarie. Ecco perché la nostra posizione rimane sempre coerente. Eravamo garantisti quando eravamo al governo, rimaniamo tali anche ora che sediamo nei banchi dell'opposizione. Noi ci asteniamo dal voto. All'onorevole Cracolici rimarrà la sensibilità di trarre le conclusioni».

 

«Il Movimento 5 Stelle ha, evidentemente, una "sindrome da mozione": ne ha presentate in continuazione contro il governo e i suoi assessori probabilmente per un bisogno di visibilità che serve a tentare di coprire le loro carenze parlamentari». Lo ha detto Alice Anselmo, presidente del gruppo Pd all'Ars, intervenendo in aula nel corso del dibattito sulla mozione di censura presentata dal Movimento 5 Stelle nei confronti dell'assessore all'Agricoltura Antonello Cracolici.«Siamo di fronte ad una mozione demagogica e priva di fondamento - ha aggiunto Anselmo - che rappresenta un attacco vile contro Antonello Cracolici, che ho conosciuto personalmente in questa legislatura e che ho imparato ad apprezzare come parlamentare e come assessore, ma soprattutto dal punto di vista personale. Ci sono regole certe nel nostro sistema legislativo che stabiliscono se e quando un amministratore può mantenere il proprio ruolo, o meno: basta questo - ha concluso Anselmo - per rispedire al mittente le accuse strumentali del Movimento 5 Stelle». 

 

 «La casta ha fatto quadrato, come facilmente prevedibile. La mozione, comunque, ha centrato il suo scopo: evitare che una pesantissima condanna della magistratura contabile passasse completamente sotto silenzio. La gestione dei soldi dei cittadini merita maggiore rispetto». Il M5S all'Assemblea regionale siciliana commenta in questo modo la bocciatura della mozione di censura. «Si è cercato di svilire - dicono i deputati - il valore di un atto che cercava di accendere i riflettori sui valori etici della politica, ormai, quasi del tutto scomparsi. All'estero ci si dimette pure per una multa, qui si sorvola pure su pesantissimi giudizi della magistratura. Un altro risultato concreto - commentano ironicamente i parlamentari M5S - la mozione l'ha portato a casa: ha riempito Sala d'Ercole, una vera rarità nell'ultimo periodo. Oggi si sono viste facce che avevamo quasi dimenticato» concludono i pentastellati.

 

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