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Misuraca (ex colonnello di Alfano) passa al Pd tra sorrisi e polemiche

Davide Faraone e Carmelo Miceli, segretario cittadino a Palermo del Pd hanno consegnato all'ex assessore di Cuffaro la tessera

Misuraca (ex colonnello di Alfano) passa al Pd tra sorrisi e polemiche

Misuraca l’anno scorso fu uno dei più convinti sostenitori della necessità di appoggiare Orlando, strappando alla fine anche il sì Alfano, il leader che lo stesso Misuraca sperava di vedere uscire dalle corde nei mesi scorsi, quando Gianfranco Miccichè aveva pensato alla moglie dello stesso Misuraca, Barbara Cittadini, presidente di Aiop Sicilia, per Palazzo d’Orléans. Sempre a metà strada Misuraca tra Alfano, con cui aveva litigato ai tempi in cui transitò nel Pdl Sicilia al fianco di Gianfranco Miccichè, e quest’ultimo, con cui ha sempre avuto alti e bassi.

Mister preferenze con 17mila voti alle Regionali del 2001 e riconfermato nel 2006, con oltre 18mila preferenze. Assessore regionale agli Enti locali con Drago e al Turismo con Cuffaro, viene acclamato dai renziani di Sicilia: «Sono orgoglioso dell’adesione di Dore Misuraca al Pd. È la conferma di un percorso di coerenza che parte dal sostegno ai governi di centrosinistra e prosegue con l’esperienza vincente delle Amministrative di Palermo che ci ha visto insieme con la lista unitaria “Democratici e Popolari”». Parole di Davide Faraone che però non spostano l’asticella in avanti nella soluzione dei problemi del Pd. Per nulla. Antonio Ferrante, a nome dei partigiani dem, non ha perso l’occasione per rispondere: «Nulla di personale su Dore Misuraca, ma la concezione faraoniana di partito “proprietà privata” diventa sempre più preoccupante. Più che un dirigente politico, Faraone sembra sempre più il “doganiere di Troisi e Benigni: chi siete? Dove andate? Cosa portate? Un fiorino”».

Ma l’ingresso nel Pd di Misuraca per alcuni è addirittura materia da carta bollata: «L’adesione di Dore Misuraca al Partito democratico non può essere ritenuta valida essendo, in atto, un parlamentare ed esponente di altra forza politica. Come è noto la “doppia tessera” non è prevista dallo statuto del Pd». A dichiararlo Ruggero D’Amico, componente direzione regionale Giovani Democratici, che ha aggiunto: «Presenteremo un esposto alle commissioni di garanzia per chiedere il ripristino delle regole interne. Le adesioni di esponenti di altre forze politiche devono essere deliberate dagli organismi di competenza e non da Faraone o Orlando». Prova a stemperare gli animi il capogruppo all’Ars, Giuseppe Lupo: «L’adesione di Misuraca arriva dopo lungo percorso condiviso, no a polemiche strumentali».

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