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VISTO DA SINISTRA, Iannitti: «Impegno sociale la nostra risposta contro il fascismo»

VISTO DA SINISTRA, Iannitti: «Impegno sociale la nostra risposta contro il fascismo»

«Siamo di fronte ad un incredibile ritorno all’oscurantismo - dice Iannitti - a cercare con immagini stupide, come quelle che sono disegnate su quel bus, di farci tornare indietro, di cancellare le conquiste del femminismo, l’evoluzione culturale con cui sono stati superati stereotipi e luoghi comuni sul ruolo di donne e uomini, sulla sudditanza delle prime rispetto ai secondi. Confondendo i bambini e alimentando odio, transfobia e omofobia, emarginazione. Intollerabile».

Iannitti, partiamo da qui per parlare di quel che è successo a Palermo. O non c’entra nulla?

«Direi che c’entra, visto che questa crescente intolleranza viene chiaramente ed apertamente da soggetti legati alla destra più reazionaria. E, allora, vorrei essere chiaro, subito: qui si sta cercando di capovolgere una verità storica, approfittando di un episodio specifico. L’episodio è l’aggressione del militante fascista a Palermo, che va condannata, ovviamente, come ogni forma di violenza. Detto questo, si vorrebbe far dimenticare che è stato picchiato un picchiatore, che questa persona era già conosciuta dalle forze dell’ordine per episodi gravissimi commessi contro immigrati, gesti intimidatori, come l’invio di buste ai giornali contenenti sangue e organi di animali, con cui aveva contestato a modo suo la legge 194, i diritti acquisiti dalle donne sull’interruzione di gravidanza. Ecco, forse dovremmo sgomberare il terreno da facili solidarietà, anche da parte di esponenti istituzionali, riflettendo su chi sia stato vittima dell’aggressione».

Che resta, Iannitti, un episodio censurabile, con quelle modalità, con quella ripresa fatta con il telefonino e inviata ai giornali.

«L’episodio così cruente certamente sta giocando un effetto assolutamente negativo per tutto il movimento antifascista. Perché colpisce per come lo sta raccontando e caricando anche di enfasi la stampa. Nel frattempo tutto questo ci fa dimenticare che poche ore fa un compagno di Potere al Popolo è stato accoltellato a Perugia, che i militanti dello stesso partito del fascista di Palermo, hanno invaso gli studi de La7. E dimentichiamo che da mesi ormai c’è una recrudescenza di violenza che arriva dall’estrema destra e che colpisce sempre più le fasce deboli di questa società».

Per anni si è parlato di guerra tra poveri, a proposito anche delle posizioni assunte da certi movimenti di estrema destra in un contesto sociale disagiato. E oggi?

«Oggi siamo decisamente a una guerra contro i poveri da parte di questi gruppi. Perché penso alle aggressioni contro i migranti, ma penso anche alle azioni condotte contro chi non ha una casa né un lavoro e vive sotto i portici, a Catania come a Palermo, a Roma come a Milano. Se la prendono anche con loro, sempre più spesso. A difendere chi vive nel pieno disagio sociale siamo rimasti solo noi».

La violenza rischia di alimentare altra violenza?

«La nostra risposta alle politiche di devastazione sociale, così come ai gesti di violenza, è chiara e lo abbiamo dimostrato qualche giorno fa a Catania. La nostra manifestazione, dopo la sparatoria di Macerata con i migranti feriti da un militante leghista, ha visto la partecipazione di associazioni e gruppi che stanno ogni giorno tra la gente e con la gente. C’erano i Briganti di Librino, i ragazzi del Midulla dell’Antico corso, quelli di Officina Rebelde, della Palestra popolare, del Centro sociale Liotru. Tutti gruppi che si occupano di dopo scuola per i bambini, di sport aggregante, di fare da collante sociale. Questa è la nostra risposta alla violenza fascista e al fatto che, semplicemente, questi partiti non dovrebbero esistere in Italia. Per legge, per il rispetto della Costituzione. Perché alimentano razzismo e xenofobia. I fascisti che picchiano i migranti, che fanno le ronde sugli autobus armati di mazze, non sono da mettere al bando. Sono già al bando».

Chi è

Matteo Iannitti, 29 anni, è militante di Catania bene Comune. Impegnato in politica dagli anni del liceo Cutelli e dell’Università, è stato candidato sindaco. È sposato con Fausta.

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