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«Città bellissima che profuma di futuro»

«Città bellissima che profuma di futuro» L'elogio di Maria Elena Boschi a Catania

E sul referendum: «Per i cittadini deve essere una scelta di merito»
L'intervento critico sulle riforme di uno studente della Scuola Superiore dell'Università 

«Città bellissima che profuma di futuro» L'elogio di Maria Elena Boschi a Catania

Catania - Le riforme costituzionali su cui a ottobre saranno chiamati a pronunciarsi i cittadini "non è più del Governo, ma del Parlamento". Lo ha detto il ministro per le riforme Maria Elena Boschi oggi a Catania per la presentazione del Comitato "Catania Sì", il primo Comitato della Città per il sì al referendum sulla riforma costituzionale in programma per ottobre. Prima tappa per il ministro, Palazzo degli Elefanti, dove sul libro d'onore della città ha scritto: «Un ringraziamento a questa straordinaria comunità che ha saputo accogliere con generosità anche le persone più deboli e più lontane. Un augurio di grande successo per una bellissima città che profuma di futuro!». La firma del libro d'onore è avvenuta dopo l'incontro tra la Boschi e la Giunta comunale di Catania presieduta da Enzo Bianco. Il sindaco in particolare ha parlato sia dell'autonomia siciliana e sia delle difficoltà a governare dei primi cittadini  nella situazione attuale facendo riferimento alla lettera aperta alle istituzioni diffusa ieri e di cui è stato promotore e primo firmatario. Il ministro ha sottolineato l'importanza di sfruttare il patrimonio di beni artistici, archeologici e monumentali "anche con il supporto dello Stato". 

 

Quindi per il ministro è stata la volta dell'incontro con gli studenti della Scuola Superiore dell'Università di Catania . Boschi ha esordito sottolineando proprio «il lavoro che non solo il Governo ma anche il Parlamento ha fatto in questi due anni di attività e dopo aver illustrato il testo iniziale del governo e le modifiche apportate nelle Camere alla riforma, Boschi ha osservato: «Quindi il testo approvato non è più quello del Governo ma del Parlamento, non solo perché lo ha votato ma perché lo ha deciso e votato, per di più con una maggioranza più ampia di quella prevista dalla costituzione», dato che Fi la ha sostenute fino alle elezioni di Mattarella. «Ci sono stati 5.500 voti - ha concluso - il dibattito è stato vero».  Quella che i cittadini dovranno fare nel referendum costituzionale di ottobre «è una scelta di merito - ha continuato il ministro -  non di simpatia e antipatia del governo. Si vota sulle riforme: su altro saremo chiamati a decidere, nel 2018». 

 

«Mark Twain - ha detto Boschi - diceva che tra 20 anni saremo dispiaciuti per le cose che non abbiamo fatto e non per quelle che abbiamo fatto. Riflettiamo sull' impatto che le riforme potranno avere sul nostro Paese, sulle istituzioni e anche sulla crescita». «Sono consapevole che la riforma non è perfetta. Però questa è una buona riforma che raggiunge gli obiettivi che ci si è dati, compreso quello di non cambiare la forma di governo». «C'è molto da fare ancora per il Sud, per i giovani, per l'occupazione. Però dobbiamo anche rivendicare il lavoro fatto finora perché arrivano i primi risultati concreti. La crescita dello 0,3 per cento del PIL è un dato incoraggiante che ci fa vedere che siamo sulla buona strada».  

 

 

«La riforma costituzionale voluta dal governo - ha affermato ancora il ministro -  ha l'obiettivo di colmare, di scrivere quelle pagine bianche lasciate aperte dai padri e madri costituenti, lasciate bianche nella consapevolezza di lasciarle tali. Nella consapevolezza che oltre la prima parte, che resterà per sempre, la seconda parte avrebbe dovuto essere rivista. Sia per la composizione del Senato sia per il sistema bicamerale». 

 

 

 

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