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La guerra dei conti al ComuneStancanelli si difende

La guerra dei conti al Comune Stancanelli si difende

L'ex sindaco di Catania risponde agli attacchi dell'attuale amministrazione sull'origine della crisi economica a Palazzo degli Elefanti. «Non hanno rispettato il Piano e ora dicono che è colpa nostra»

La guerra dei conti al Comune Stancanelli si difende

Catania -  «Quando leggo alcuni comunicati del Comune mi ricordo dell’«Istituto Luce»... “Il sindaco ha dipinto una ringhiera al lungomare...”, “Il sindaco ha inaugurato un solarium...”. O meglio: «Sono state piantate a piazza Stesicoro 25 palme alla presenza del sindaco Bianco!...» Prova ad abbozzarla sullo scherzo l’ex sindaco Stancanelli che ieri ha convocato in Comune una conferenza stampa, con l’ex assessore al Bilancio Roberto Bonaccorsi e il capogruppo di Fratelli D’ Italia Messina, per controbattere alle accuse del sindaco Bianco e dell’assessore Girlando sulle origini della crisi. Ma il tono da scherzoso si è fatto subito dopo buio e l’ex sindaco, rotto il ghiaccio, è andato giù duro: «In questi tre anni mi ero imposto di non intervenire sull’operato dell’amministrazione, ma davanti a chiare falsità non potevo più stare zitto.».

 

Quindi ha spiegato: «Noi abbiamo lasciato all’attuale amministrazione una macchina con le gomme, le luci e addirittura con la benzina, i 71 mln del Piano di rientro. Ma la verità è che per guidare questa macchina ci voleva un conduttore....Infatti se avessimo amministrato noi avremmo rispettato il Piano...». Quindi ha continuato: «Abbiamo convocato questo incontro perché abbiamo il dovere di tutelare la verità e il lavoro che in 5 anni abbiamo fatto insieme al Consiglio comunale e ai dipendenti. Sabato scorso sono state dette dal sindaco parole che non hanno nulla a che vedere con le contestazioni che la Corte dei conti ha fatto all’amministrazione, alle quali il sindaco non ha risposto. Ora una cosa voglio dire: anche a voler dare per scontato la “slide»” dei debiti presentata quel giorno dall’amministrazione, ci chiediamo: ma perché non c’è stata la diminuzione delle spese correnti prevista nel Piano? E perché non c’è stato controllo nella spesa? E dico di più: perché, se c’è stato ad esempio un risparmio grazie ai dipendenti andati in pensione, al contrario la spesa corrente è aumentata? Questa è la verità...». L’ex sindaco nella sua replica indirizzata a Bianco si è poi soffermato anche sul nodo «scorsoio» delle Partecipate: “La Corte nella relazione ha detto che “in via cautelativa non associa alcun valore agli eventuali introiti provenienti alla cessione delle partecipazioni societarie”. Ciò vuol dire - ha spiegato Stancanelli - che noi avevamo fatto un piano, all’avanguardia, per la dismissione di alcune società, (delibera 49 del dicembre 2012) e ora sappiano che se fosse stato adottato avremmo la soluzione del problema. Invece la Corte dice adesso alla Giunta Bianco: «Perché non avete adottato quel Piano di riordino delle società?».

 


Stancanelli ha poi spiegato ai giornalisti perché ha deciso di parlare: «Avevo il dovere di dare spiegazioni alla città sul lavoro fatto» e non ha risparmiato accuse a chi adesso ha voltato le spalle a quel lavoro fatto: «Vorrei dire a quei consiglieri che hanno lavorato con noi per risanare la città: perché adesso state zitti? Forse perché state dall’altra parte? Dovreste avere un pizzico di dignità...». Quindi un colpo di fioretto verso Bianco: «Il sindaco ora fa l’appello alla compattezza della città, ma lo fa a noi l’appello? Quando è andato a discutere a Palermo il Piano di equilibrio con chi c’è andato? Col dott. Santonocito che era il mio Ragioniere. E perché non chiede all’assessore Villari quante volte quest’ultimo ha chiesto l’aiuto dell’ex assessore Pennisi, della mia Giunta. E perché non chiede anche all’assessore Bosco quante volte quest’ultimo si è rivolto all’ing Guglielmo a capo della nostra mobilità...?A proposito di Bosco - ha aggiunto - Io ho un grande rispetto per Bosco, ma gli fanno dire cose sul tondo Gioeni che sono in contrasto con la realtà e con quello che lo stesso Bosco dice in privato... Quindi non abbiamo bisogno di appelli per stare insieme per il bene della città. E poi fatemi aggiungere una cosa: quando si fanno appelli all’unità non si può criminalizzare chi dissente o chi fa valere la sua opinione.

 

Ora il prof. Caserta, mio avversario alle amministrative, è stato criminalizzato ogni volta che ha fatto delle osservazioni. E lo stesso vale per Matteo Iannitti di Catania Bene comune. Iannitti è all’opposto di me, per quanto riguarda idee politiche, ma fa osservazioni serie. Invece è messo all’indice. E poi un’ultima cosa: quando si chiede collaborazione la si chiede in primis ai dipendenti comunali. Non si può dire: “non si può fare il nuovo Piano perché non abbiamo uno tra i tremila dipendenti che possa farlo”. Infine rivolgo un altro invito al sindaco: per piacere, a chi ha fatto il suo dovere di dipendente, quando ero sindaco io, non potete fargliene una colpa mettendolo all’indice, con la scusa: “Sei stato collaboratore di Stancanelli...” Ci sono persone oggi che non possono entrare in Comune perché hanno fatto il loro dovere di dipendente. Quindi, sindaco Bianco, prima di chiedere collaborazione fatti un esame di coscienza e poi incomincia ad attuare quel Piano, sempre che siate ancora in tempo...».


Ad entrare nella tecnica dei numeri è stato l’ex assessore Bonaccorsi che ha esordito «La storia del Piano di rientro mi sembra quella dello “stepchild adoption” che prima è stato adottato e poi oggi si vuole rinnegare». «Tengo quindi a fare alcune precisazioni perché sono convinto che l’etica istituzionale abbia un valore. Non voglio certo entrare nella logica del muro contro muro che si riduca a una “slide”. Non mi sono mai tirato indietro e ho collaborato più volte quando mi sono stati richiesti chiarimenti per il bene di questa città. Ma detto ciò, oggi essere messo dalla parte dei cattivi proprio non ci sto». Quindi Bonaccorsi è entrato nel dettaglio: «Il 2 febbraio 2013 il Consiglio approvò il piano. A luglio venne approvata una norma alla legge che dava la possibilità alle nuove amministrazioni di modificare il Piano entro sessanta giorni dalla relazione dall’insediamento del nuovo sindaco. Nessuno, però, si è mosso in questo senso, Si desume, quindi, che la verifica dei tecnici anche dell’Ifel sia stata positiva. A settembre 2013 poi il sindaco Bianco e Girlando difesero proprio questo Piano d’equilibrio. Avevano la possibilità di modificare il Piano, ma non lo hanno fatto. Ora dare la responsabilità del Piano a chi c’è stato prima di te non mi pare una azione corretta».

 

L’assessore quindi si è soffermato sulle criticità: «Oggi l’oggetto del contendere non è il debito, ma la mancata attuazione del Piano. Quindi mi chiedo: è stato creato un ufficio di monitoraggio agli adempimenti del Piano? C’è qualcuno in Comune che giornalmente controlla se gli adempimenti sono stati attuati? Dalla lettura della ordinanza della Corte si riscontra invece che il disavanzo dal 2012 al 2014 è aumentato. Questo non può certo essere addebitato a chi c’era prima... E ancora “l’ente fa ricorso alle anticipazioni in misura superiore rispetto a prima, di circa 50 milioni, per la difficoltà di riscossione. Anche per i debiti fuori bilancio mi aspettavo nella tabella del sindaco un dettaglio per poter capire. Inoltre la Corte accentua il problema della riscossione e dice che la capacità di riscuotere si è ulteriormente abbassata in percentuale ulteriore rispetto a quando amministravamo noi e anche la mole complessiva dei residui passivi è aumentata a 907 milioni....». «Vorrei infine ricordare che l’approvazione del Piano ha comportato un contributo straordinario di circa 11 mln da parte della Regione. Ma nella “slide” del Comune non l’ho visto...»

Giuseppe Bonaccorsi
 

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