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Ragusa verso il voto, una guerra di tutti contro tutti

Centrodestra in ordine sparso. Forza Italia e Lega con Tumino, ma le altre anime azzurre con i civici Migliore e Cassì (ex cestista appoggiato anche da FdI). Il Pd schiera il neo-renziano Calabrese. Il M5S punta su Tringali

Ragusa verso il voto, una guerra di tutti contro tutti

Ragusa. Qui è un po' come Parma. E non per  la ruspante avvenenza delle donne, né per la stellata bontà del cibo. Nella Ragusa alla parmigiana sventola bandiera gialla. Il secondo capoluogo conquistato dal M5S in Italia, finora l'unico  in Sicilia. Ma si annida  anche la maledizione federiciana dei sindaci grillini: Piccitto come Pizzarotti. Più o meno.
 
Perché se il Federico parmense è stato espulso per direttissima dal movimento, il Federico ibleo ha "soltanto" fatto un passo di lato. Non si ricandida. Per «motivi personali». Piccitto - ingegnere secchione, sindaco più da scartoffie di palazzo che da frizzi e lazzi di piazza - aveva sommessamente indicato un successore. Nella persona del suo vice: Massimo Iannucci, funzionario dell'Ufficio tecnico in congedo. Ma - come fu e come non fu - anche lui s'è tirato fuori: «Nella vita arrivano momenti in cui bisogna fermarsi e fare un po' di riflessioni», dice. Non sarà candidato. Col Movimento, almeno. Perché è probabile (ma non ufficiale) che il vice Piccitto sarà in campo con un paio di liste civiche. Una potenziale spina nel fianco per il candidato ufficiale del M5S, incoronato proprio ieri: Antonio Tringali, presidente del consiglio comunale.
 
Un grillino che piace alla Ragusa che piace. Ma non (tanto) a Piccitto. Tringali parte da favorito. Ha il vento in poppa di una città "gialla" - 47% del M5S alle Politiche - e può giocarsi la doppia carta di continuità (con le cose buone di Piccitto) e di discontinuità (le promesse per fare meglio). Ma, oltre che col potenziale derby con Iannucci, deve fare i conti con  la triade: Claudio Conti, Gianflavio Brafa e Giuseppe Dimartino. Tutti ex influenti assessori della prima era Piccitto, animatori del meetup "RagusAttiva" ripudiato dai vertici regionali, ora sostenitori (un po' meno appassionati, negli ultimi giorni) di un candidato civico: Carmelo Ialacqua, stimato docente di Lettere, in lizza con Città Futura. Il fuoco (ex) amico su Tringali si completa con la candidatura, non ancora confermata, di Giovanni Iacono. È il leader del movimento "Partecipiamo", che cinque anni fa ruppe il tabù dell'isolazionismo del M5S con un «patto di responsabilità per il bene comune» e un suo assessore in giunta, Salvo Martorana, ora convertito al culto pentastellato. Iacono si dimise da presidente del consiglio. Osteggiato dal Pd in combutta  con civiche di centrodestra per eleggere - beffa del destino - proprio Tringali sullo scranno più alto di Palazzo dell'Aquila.
 
 
Di fronte alla scomposizione del cannolo a 5 stelle, si immagina che gli avversari abbiano una reazione uguale contraria. Ma non è così. Perché la guerra di tutti contro tutti attraversa anche i partiti che vorrebbero "degrillinizzare" Ragusa. A partire dal centrodestra, dopo il naufragio delle primarie di coalizione auspicate da tutti ma in fondo volute da nessuno. «Maurizio Tumino è il candidato sindaco scelto da Forza Italia», ha tuonato lunedì Gianfranco Miccichè, liotru palermitano irrompente nella delicatissima cristalleria iblea. Un "editto"  che voleva essere d'aiuto al commissario ibleo, l'ex parlamentare Giovanni Mauro, ma che ha avuto l'effetto di scavalcarlo.

Anche perché non tutte le anime forziste hanno il cuore che batte per il quotato ingegnere candidato. Da Modica, ad esempio, si consuma la vendetta del deputato  Nino Minardo contro l'odiato Giovanni Occhipinti, ex presidente del Consiglio provinciale e potente imprenditore turistico, ritenuto fra gli spin doctor della candidatura di Tumino: Salvo Mallia, ex assessore provinciale e mancato candidato unitario del centrodestra, è sull'uscio di una delle numerose liste a sostegno di Sonia Migliore, a capo del movimento "Lab 2.0". Fino a poco tempo fa in ottimi rapporti con Mauro, l'unica donna in lizza è stata la più efficace oppositrice dell'amministrazione grillina. Ma la sua candidatura, sul tavolo da oltre un anno, è indebolita dal "terzo tempo" di Peppe Cassì. Il mitico capitano della Virtus Ragusa, ora avvocato di grido, ha rotto gli indugi come catalizzatore di movimenti civici. Ma l'ex cestista conta anche sulla simpatia di una parte importante di Forza Italia. Quella che fa capo a Orazio Ragusa, sciclitano, eletto deputato regionale a scapito di Mauro. Con Cassì , non a caso, l'ex assessore comunale Ciccio Barone, acchiappavoti di Ragusa (Orazio) a Ragusa (città).

E le altre forze della coalizione? La Lega va verso Tumino, mandando in avanscoperta Manuela Nicita, ex pasionaria grillina, avvistata sul palco catanese di Matteo Salvini il quale ha aperto ad alleanze «dove il centrodestra guarda avanti e Forza Italia non fa inciuci col Pd». Ragusa come Catania dove il Carroccio siculo appoggia il candidato forzista? «Vedremo», ha detto il leader nazionale. Fratelli d'Italia, invece, farà una lista per Cassì con l'avvocato Alessandro Sittinieri in prima linea. #DiventeràBellissima sta alla finestra: «Senza candidato unitario, Musumeci non dà il simbolo a nessuno», dice il deputato regionale Giorgio Assenza, collega-amico di Cassì e Sittinieri. Non pervenuta, finora, l'Udc.
 
 
Il Pd ha un suo candidato. Ci mette la faccia (quella del segretario comunale del partito, Peppe Calabrese), ma anche il simbolo. E già questa, considerando cosa succede in altre città, è una bella notizia per i dem. Al minimo storico, il 16%, alle Politiche. Il partito, più che mai "renzizzato", è nelle mani del deputato regionale Nello Dipasquale. Che, ricambiando l'appoggio per l'Ars, lancia il suo ex nemico Calabrese. Capo  dell'opposizione a Dipasquale sindaco forzista, ma un tempo avversario bersaniano dentro il partito. Il tempo cancella le cicatrici. E apre nuovi strappi: Giorgio Massari, storico ex sindaco cattocomunista di Ragusa, in ultimo capogruppo consiliare del Pd. Stracciata la tessera, balla da solo. Ammiccando, non sempre ricambiato, agli altri compagni ragusani. Possibile il sostegno dell'ex senatore Gianni Battaglia. Che magari non ha più i consensi per far vincere, ma li ha ancora per far perdere.
Twitter: @MarioBarresi
[ha collaborato Laura Curella]

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