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Aeroporto Catania: ecco tutti i nomi

Aeroporto Catania: ecco tutti i nomi, ma Crocetta prende tempo

Chi vuole alla guida dell’aeroporto di Catania? A domanda, Rosario Crocetta, risponde: «Manager di alto profilo». Fuori i nomi: «Non mi interessano, può essere uno che io neanche conosco. Purché sia di specchiate onestà e competenza. Non uno “yes man” della politica. Insomma: il meglio». Con una postilla: «Non mi faccio tirare per la giacchetta da nessuno. L’unico con cui parlerò di queste cose, dopo che finisco di fare il “munnizzaro” per risolvere l’emergenza rifiuti, è il sindaco di Catania. Sceglierò il miglior manager che c’è».

Ma siccome Marchionne, purtroppo, non è su piazza e gli identikit, seppur idilliaci ed eterei, devono poi trasformarsi in carne e ossa, è già l’ora delle nomination. Anche perché non c’è poi tanto tempo da perdere: entro venerdì i soci della Sac, società di gestione di Fontanarossa, dovranno consegnare le loro indicazioni in vista dell’assemblea prevista per lunedì 25 alle 11; subito dopo il bilancio 2015, si dovrà votare per consiglio d’amministrazione, presidente e amministratore delegato.

Parliamoci chiaro: il presidente della Regione, che attraverso i commissari degli enti-soci controlla il 75% delle azioni Sac, oggi può decidere - da solo - il futuro dell’aeroporto di Catania per i prossimi tre anni. Ma c’è un ma. In autunno ci sarà il parto (per ora siamo a una gravidanza tormentata) della Camera di Commercio accorpata di Catania-Ragusa-Siracusa, che avrà il 62,5% di Fontanarossa. E a capo della super CamCom, in base agli equilibri consolidati dal decreto dell’assessore Mariella Lo Bello, ci sarà sicuramente la cordata di Pietro Agen, presidente di Confcommercio Sicilia. Il tema, dunque, è questo: Crocetta si assumerà la responsabilità politica scegliere vertici di Sac per i prossimi tre anni, sapendo che il loro gradimento potrebbe essere poco più che “balneare”?

Non è dato saperlo. Ma i nomi in campo si conoscono. Partiamo dall’ultima tentazione di (o meglio: per) Crocetta. Confermare l’attuale amministratore delegato, Gaetano Mancini, mettendogli accanto un «presidente di garanzia». Che risponde al nome di Antonio Fiumefreddo, amministratore unico di Riscossione Sicilia, per la gioia di altri due esponenti del cerchio magico come il senatore Beppe Lumia e il segretario generale di Palazzo d’Orléans Patrizia Monterosso. Il ticket pare un abito sartoriale cucito su Ivan Lo Bello (deus ex machina dell’era Mancini; Fiumefreddo è suo amico e avvocato), che con Crocetta ha avuto un duro scontro proprio sugli «affari della Sac». Mancini, che vanta «risultati positivi» nella sua gestione col presidente Totò Bonura, è garanzia di continuità; Fiumefreddo, che conosce bene l’aeroporto essendo stato alla guida del comitato di controllo Sac. Il penalista catanese, ieri, ha pranzato con Giovanni Pistorio. Salmone affumicato, insalata e tortina di mele in un bistrot di piazza Verga, a Catania. L’assessore regionale ai Trasporti depista parlando di pista: «Non ho ruolo, di Fontanarossa mi interessa lo sviluppo con l’interramento della ferrovia». Evidentemente non la pensano così i suoi uomini dell’Udc, che - con il deputato regionale Marco Forzese in testa - lunedì hanno fatto caminetto all’Excelsior di Catania, «per intestarsi politicamente la scelta di Fiumefreddo».

E veniamo all’altra cordata. La Camera di Commercio di Ragusa (12,5% di Sac) proporrà il suo leader Peppino Giannone e il presidente di Federalberghi Sicilia Nico Torrisi (già assieme alla guida di Sac per tre mesi nel 2012), rispettivamente come presidente e amministratore delegato. «E questi nomi, sui quali neanche il sindaco Bianco mi pare abbia nulla da eccepire, mi stanno benissimo», conferma il futuro socio di maggioranza Agen. Che inorridisce all’ipotesi del tandem Mancini-Fiumefreddo: «Partiremmo con dei preconcetti fortissimi», dice con diplomazia. Prima di aprirsi. Su Mancini, «promanazione di Lo Bello, lo stesso che ha litigato con Crocetta che vuol vederci chiaro sui suoi affari all’aeroporto». E su Fiumefreddo, del quale conserva «una lettera di scuse seguita a un post diffamatorio del suo sito», liquidato con una battuta fulminante: «È l’uomo buono per tutte le nomine. Gli manca di fare l’autista dell’Ast, sembra che in Sicilia ci sia solo lui. Se per Crocetta c’è solo lui, sono davvero preoccupato per la Sicilia».

Agen - in questi giorni più che mai in contatto e in sintonia con il presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, che continua a dirsi «estraneo alle vicende di Fontanarossa» - indossa l’elmetto per l’albergatore catanese, con il quale fino a qualche tempo fa non correva certo buon sangue. Torrisi è più che gradito a Sicilia Futura del suo amico Nicola D’Agostino e del leader Totò Cardinale. Che il discorso a Crocetta (di cui Torrisi fu assessore) in un paio di cene, gliel’ha pure infilato. Pressing opposto è quello dell’assessore Pistorio, oggi nemico giurato del duo D’Agostino-Torrisi, dopo il vecchio sodalizio nell’Udc. Un vertice assai affollato col governatore, per perorare la causa di Mancini e Fiumefreddo, è previsto per domani a Palazzo d’Orléans.

In questo contesto un ruolo decisivo (che lo stesso Crocetta gli riconosce) lo gioca il sindaco di Catania. Ex amico di Lo Bello dal quale è da qualche tempo in rapido allontanamento, Enzo Bianco non vuole Mancini; ma soprattutto Fiumefreddo, sua spina nel fianco col pignoramento di Riscossione Sicilia al Comune. E non solo. C’è da dire che la tregua esattorial-politica è stata firmata a Palazzo degli Elefanti lunedì. Oltre che di cartelle pazze avranno parlato anche di Fontanarossa? No, giurano i testimoni oculari. Sottolineando che fra Bianco e Fiumefreddo c’è stato accordo soltanto sulla qualità del latte di mandorla bevuto assieme.

 

SAC: I VELENI DEL FASCICOLO (ARCHIVIATO) SU RIGGIO

 

Ieri pomeriggio abbiamo chiesto al sindaco di Catania la sua posizione: «Prendo atto con piacere della volontà di Crocetta di confrontarsi con la Città metropolitana per una scelta di altissima qualità, al di fuori delle vecchie logiche politiche, sul futuro dell’aeroporto della nostra città», ci risponde. «Certamente incontrerò il presidente della Regione, cercando con lui la stessa intesa positiva avuta nello scongiurare una quotazione in Borsa minoritaria di Sac e lanciare una privatizzazione trasparente e maggioritaria». Bianco non fa nomi. E non ci aspettavamo che ne facesse. Soltanto un messaggio, cifrato, al governatore che oggi (ma fino all’autunno) è “imperatore” di Fontanarossa: «Dobbiamo cominciare a ragionare tutti in prospettiva, tenendo nella giusta considerazione il futuro assetto della Sac».

Twitter: @MarioBarresi

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