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Emergenza rifiuti, dal M5s "picconate" al governo Musumeci: «E la maggioranza barcolla»

Il deputato regionale pentastellato Giampiero Trizzino mette in evidenza la presa di distanza di Pogliese e stigmatizza il caos che regna nella giunta

Emergenza rifiuti, dal M5s "picconate" al governo Musumeci: «E la maggioranza barcolla»

PALERMO - «All’ombra del caos rifiuti in Sicilia, come era prevedibile, e a dieci mesi dalla vittoria del centrodestra alle regionali, sta emergendo l’ennesima spaccatura nella maggioranza e il Governo barcolla». Lo dice il deputato regionale del M5S Giampiero Trizzino. «Persino il neo sindaco di Catania, eletto un mese fa grazie alla riedizione per le amministrative del "Patto dell’arancino", prende le distanze da Musumeci - aggiunge - e accusa il Governo di aver messo a punto un provvedimento per l’invio della spazzatura fuori dall’Isola "folle e insostenibile finanziariamente"».

«E' normale - sottolinea - che il super tecnico chiamato a guidare l'assessorato all’Energia apprenda dai media qual è il contenuto delle circolari emanate dal suo assessorato? E delle penalità previste per i 390 comuni siciliani se entro fine mese non riusciranno inviare in assessorato i contratti con le aziende che hanno risposto all’appello della Regione? Eppure Musumeci, che è anche il commissario per l’Emergenza, aveva indicato già a gennaio, prima ancora di ottenere poteri speciali, questa soluzione per uscire dal pantano».

«Il Governatore - aggiunge Trizzino - prenda atto dell’incapacità di gestire questo caos e rimetta i poteri speciali». (ANSA).

Poi la stoccata: «Musumeci dichiara ai giornali di voler collaborare con il M5S per portare a casa una legge migliore sui rifiuti, eppure l’esponente del suo partito che guida la commissione Ambiente dell’Ars, ventiquattro ore dopo quelle dichiarazioni, non solo ci ha tagliato fuori, ma impone tempi strettissimi per la presentazione degli emendamenti al ddl di riforma. E se avesse dichiarato il contrario, che avrebbe fatto?».

Infine, riferendosi alla pronuncia del Tar di Palermo, che ha accolto il ricorso della Rap, sulla gestione delle vasche di Bellolampo, annullando un decreto dirigenziale del 2016, emanato nell’era Crocetta, Trizzino afferma: «Non c'è più tempo da perdere, anche perché mi risulta che i lavori per la sesta vasca a Bellolampo non sono mai partiti, così come quelli per la realizzazione della settima vasca, prevista dall’ordinanza ministeriale sullo stato di emergenza».

«Siamo preoccupati - conclude - perché la discarica di Bellalompo è satura e l’ennesima emergenza potrebbe scoppiare anche a Palermo e Ustica, con un ulteriore danno di immagine visto che il capoluogo siciliano è Capitale italiana della Cultura e ospita la biennale Manifesta».

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