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Italicum: si votano le mozioni, pronto il testo della maggio

Italicum: si votano le mozioni, pronto il testo della maggio

E' pronto il testo della mozione di maggioranza che oggi Montecitorio voterà insieme alle altre mozioni sull'Italicum. Nel dispositivo "la Camera si impegna ad avviare nelle sedi competenti una discussione sulla legge 6 maggio 2015 n.52, al fine di consentire ai diversi gruppi parlamentari di esplicitare le proprie eventuali proposte di modifica della legge elettorale attualmente vigente e valutare la possibile convergenza sulle suddette proposte". Nella mozione si premette che l'Italicum è entrato in vigore l'11 luglio 2016 e si prende atto che "è attualmente in corso un ampio dibattito politico su possibili e articolate ipotesi di riforma" della legge. Gotor, mozione maggioranza è presa in giro - "La mozione della maggioranza sull'Italicum e' una divertente presa in giro. Credo che "tutta l'Europa ce la invidera presto" #frasimemorabili". Cosi' in un tweet il senatore bersaniano Miguel Gotor commenta la mozione della maggioranza alla Camera pungendo il premier Matteo Renzi sulla sua difesa della legge elettorale. Rosato, percorso modifica, lo chiede parte Pd - "Nel partito era stato chiesto di modificare l'Italicum, stiamo facendo questo". Così Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, sulla mozione di maggioranza. "Semplicemente - spiega - c'è un accordo tra tutte le forze politiche di maggioranza che dice: vediamo le carte delle opposizioni e verifichiamo la fattibilità di un percorso che cambi la legge elettorale per migliorarla. Questo era quanto ci siamo impegnati a fare, questo è quello che faremo". La parola torna al Parlamento? "La parola è sempre stata al Parlamento", conclude Rosato. Con una proposta che sa un pò di provocazione, M5S boccia l'Italicum e chiede un sistema proporzionale con le preferenze. Una mossa alla vigilia del voto, oggi a Montecitorio, delle mozioni sulla legge elettorale. La maggioranza trova la quadra su un testo comune che "confermi" la disponibilità a modifiche. "Non so se le sindache grilline sono d'accordo con l'abolizione del ballottaggio ma noi siamo disponibili a cambiare, ora aspettiamo Berlusconi e Salvini", tende la mano da Ny Matteo Renzi che lascia comunque la palla al Parlamento, convinto che niente si muoverà prima del referendum. Chiedendo l'abrogazione per profili di incostituzionalità dell'Italicum, Sinistra Italia ha gettato il sasso nello stagno di una riforma dell'Italicum che in tanti ora vorrebbero. Ma la votazione di oggi, che in ogni caso impegnerà il Parlamento e non il governo, è in realtà poco più di una misurazione delle forze in campo e degli equilibri per eventuali modifiche. In questo senso spiazza l'uscita dei 5 Stelle, finora decisi a chiudere la porta a qualsiasi volontà di modifica. Il movimento di Beppe Grillo ora chiede un proporzionale con preferenze e "circoscrizioni medio-piccole che, oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori, favorisca l'aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole". Una proposta, ribattezzata 'Democratellum', che un democristiano doc come Beppe Fioroni rivendica come la sua da sempre e che potrebbe piacere a partiti di piccole dimensioni territoriali. Ma i renziani vanno all'attacco: "Tanto rumore per nulla, il M5S vuole il ritorno alla prima Repubblica", attacca Marcucci. Il Pd, stretto tra le forze centrifughe della maggioranza e centripete della minoranza, deve accantonare l'idea di non presentare alcuna mozione e di bocciare quelle delle opposizioni. Davanti all'intenzione del partito di Angelino Alfano di presentare una mozione che introduce le preferenze ed il premio alla coalizione, con una serie di riunioni, il Pd ha accolto la proposta di una mozione comune di maggioranza, che non avrà indicazioni nel merito. I bersaniani, invece, si sfilano da qualsiasi tentativo di intesa sulle mozioni e depositerà a breve al Senato la sua proposta del Mattarellum 2.0. La minoranza dem, a quanto si apprende, non voterà oggi alcuna mozione nè quella di Si nè quella di maggioranza, convinta che si tratti solo di intenzioni generiche. Da New York Renzi guarda con distacco alle manovre della politica "per definire regole del gioco su chi andrà in parlamento la prossima volta". Ma non si sfila dalla disponibilità a modificare l'Italicum: definisce la proposta M5S "un fatto di chiarezza" e dice di aspettare "Berlusconi e Salvini così tutte le posizioni sono in campo e poi faremo le modifiche". Ma per ora il governo sta alla finestra, aspettando l'iniziativa parlamentare. "La discussione viene gestita dal Parlamento, il governo ha dato disponibilità a intervenire nei modi e nei tempi che il Parlamento deciderà", taglia corto a chi gli chiede se la legge elettorale cambierà prima del referendum che resta, insieme alla legge di stabilità e al braccio di ferro con l'Ue, l'unica priorità del governo.

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