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L'opera che "divide": le reazioni alle affermazioni di Renzi

Tanti gli esponenti politici, a cominciare dal presidente della Regione, che si stanno esprimendo con pareri favorevoli o contrari all'idea proposta dal presidente del Consiglio di riprendere il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina

L'opera che "divide": le reazioni alle affermazioni di Renzi

Innumerevoli le reazioni che sta registrando la dichiarazione del premier Matteo Renzi di voler riprendere, per realizzarlo, il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Un'opera che certamente "divide".

Rosario Crocetta, presidente della Regione siciliana. «Il Ponte sullo Stretto? Se ci sono i soldi si fa, non sarà certo la Regione a mettersi di traverso. Il nodo della questione - ha aggiunto Crocetta - non può essere ideologico come fa l'amministrazione comunale di Messina, "Ponte si Ponte no": oggi ci sono le tecnologie per realizzare un progetto in grado di rispettare l’ambiente».  «Gli aspetti da valutare sono relativi alla funzionalità, alla bellezza e all’impatto ambientale: dire pregiudizialmente no è sbagliato. Mi pare evidente - ha proseguito Crocetta - che sarà necessario pensare a un bando di gara internazionale per reperire le risorse necessarie. Ripeto, se ci saranno i soldi, il progetto si farà, prima di tutto bisogna trovare i soldi».

Enzo Bianco, sindaco di Catania. «Sono davvero felice per questa apertura del premier Matteo Renzi sul Ponte sullo Stretto». «C'erano tre punti importanti per la realizzazione del Ponte - osserva Bianco - la fattibilità tecnica, soprattutto in tema di sicurezza antisismica, e c'era; l’impatto ambientale, che era negativo durante la costruzione, ma positivo dopo; e che si giustificava soprattutto come opera per il trasporto ferroviario. E quest’ultimo è un punto dolente per i siciliani che oggi per andare a Roma o a Torino in treno impiegano lo stesso tempo degli anni Sessanta».

Renato Accorinti, sindaco di Messina. «Non sono assolutamente d’accordo con quanto dichiarato dal presidente del Consiglio, non abbiamo bisogno di populismo o di favole. La Raggi ha detto no alle Olimpiadi no diciamo no al Ponte. Renzi ci dia invece le opere che che sono più utili e che ci aveva promesso per il Sud». 

Angelino Alfano, ministro dell'Interno. «Bene Renzi sul Ponte sullo Stretto. Area Popolare chiederà immediata calendarizzazione del nostro ddl sblocca-ponte». 

Matteo Salvini, leader nazionale della Lega. «Il 90% i treni in Sicilia è a binario unico e la metà vanno a gasolio. Ora, una persona normale, in una regione che ha questa situazione, si occupa del ponte, che secondo me non sta neanche in piedi, o di far funzionare i treni?». «La Sicilia è una terra stupenda, ma da Trapani a Ragusa sono dieci ore e mezzo di treno. E noi pensiamo al Ponte? No, io sono contrario».

Beppe Grillo, M5S. «Il Menomato Morale oggi ha detto che è pronto ad aprire i cordoni della borsa (di soldi pubblici dei cittadini) per far ripartire il progetto del Ponte sullo Stretto, un’opera costosissima, inutile e in piena zona sismica». «M5S è riuscito, grazie a Virginia Raggi, a bloccare le irresponsabili Olimpiadi del 2024 a Roma, ma non siamo ancora riusciti a frenare gli appetiti malsani di chi vuole fare a tutti i costi grandi opere inutili con i soldi dei cittadini».«Gli 8 miliardi del #pontesullostretto li dessero alle scuole» La sua parola vale 0. Il 4/12 si avvicina». 

Giovanni Toti, presidente della regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi. «Urka, anche il Ponte sullo Stretto!!! Ma quanti investimenti in questa finanziaria. Visto che i soldi non ci sono, temo che siano investimenti a tempo. Scadenza, il 4 dicembre». 

Raffaele Cantone, presidente Anticorruzione. «I rischi di infiltrazioni e di corruzione non possono fermare le opere pubbliche.  In un «paese normale questi pericoli devono semmai essere "sterilizzati e rimossi". Non intervengo - ha aggiunto - sulla opportunità dell’opera: sono scelte di tipo politico. In generale dico che la decisione di realizzare un’opera non può dipendere dall’esistenza di pericoli, che certo ci sono, ma non possono costituire una condizione ostativa perché si facciano le cose». 

 Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale. «Il partito del "No a tutto" ha già fatto danni all’Italia: a Roma per esempio Rinunciare alle grandi opere e ai grandi eventi per paura di dover gestire migliaia di miliardi significa arrendersi al malaffare, senza neppure combatterlo. Un amministratore deve fare, fare bene nell’interesse della collettività e per la crescita economica. Che il Ponte sullo Stretto sia un’opera strategica per l’Italia lo sanno anche i sassi, che possa essere un volano per la infratturazione della Calabria e della Sicilia, altrettanto».

Carlo Rienzi, presidente nazionale Codacons. «Le affermazioni odierne di Matteo Renzi sul Ponte sullo Stretto sembrano uno scherzo di Carnevale agli italiani, fatto in largo anticipo.  «Prima di parlare di progetti faraonici come il Ponte sullo Stretto, Renzi farebbe bene a portare a termine le 868 opere incompiute esistenti in Italia e dire ai cittadini dove troverà 1,4 miliardi di euro necessari per il completamento dei lavori. Facile fare annunci a voce, molto più difficile se non impossibile reperire le risorse necessarie per la realizzazione del maxi-progetto, usato da tutti i governi come spot elettorale di facile presa sui cittadini».

Giuseppe Ruvolo, senatore siciliano del gruppo Ala. «Ben venga la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, ma guai a dimenticare le vere priorità della Sicilia». «Parliamo di una Regione con gravi problemi infrastrutturali. Le grandi opere sono importanti, ma non si deve rischiare di incorrere in paradossi finendo magari per avere, da un lato, il ponte sullo Stretto che collegherà a fulmine la Sicilia alla Calabria e, dall’altra, i siciliani che continueranno a metterci sette ore per spostarsi da Messina a Trapani».

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