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ROMA

Turchia, 'toghe' italiane protestano

Magistrati, avvocati e giornalisti chiedono stop a repressione

Turchia, 'toghe' italiane protestano

ROMA, 13 OTT - In 400 hanno partecipato al sit in sulla scalinata della Cassazione per protestare contro la censura e gli arresti fatti in Turchia da Erdogan e sollecitare il governo italiano a far sentire la sua voce per chiedere il rispetto dei diritti e delle libertà civili. Nella folla di toghe, c'era il primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio che ha chiesto un osservatorio permanente a tutela delle persone arrestate tra le quali ci sono almeno 2700 giudici, il Procuratore di Roma Giovanni Salvi e Giuseppe Giulietti della Fnsi. "Vogliamo squarciare l'incredibile velo di silenzio che è calato sulla Turchia", ha detto il pm Mario Palazzi - tra i promotori - sottolineando che "la situazione sta ancora peggiorando, si tenta anche di bloccare l'informazione con il controllo di Internet". Per Giulietti, la Turchia "è diventata la più grande prigione nel cuore dell'Europa" e quella di oggi è "una iniziativa straordinaria: non ho mai visto insieme giudici, cronisti e avvocati contro il 'bavaglio'".

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