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Ma Crocetta insiste con Sami: «Curriculum di tutto rispetto»

Intervista con il governatore sul suo consulente in lizza per la guida dell’Istituto regionale per il credito alla cooperazione: «Nomine Ircac, Irfis e Crias insieme, ma non siano succursali di partito»

Ma Crocetta insiste con Sami: «Curriculum di tutto rispetto»

La sua proposta rimane, dunque?

«Certo, qualcuno mi deve spiegare se Sami Ben-Abdeaali ha o non ha i titoli. Ha un curriculum di tutto rispetto, proviene dalla diplomazia, conosce capi di Stato e il mondo arabo. E’ un esperto di internazionalizzazione ed ha aiutato molte imprese siciliane a trovare sbocchi nei paesi dell’area del Mediterraneo. Si è occupato dei esportazione dei prodotti dell’agricoltura e dell’Expò, è inserito nella società palermitana, è italiano. Non perché le sue origini tunisine possano essere per me un ostacolo».

Per qualcuno è uno straniero.

«E’ pretestuoso ricorrere a questo tipo di considerazioni che contraddice la stessa vocazione della Sicilia che si candida a diventare centrale nel Mediterraneo. Finite le crisi arabe, mi auguro molto presto, dovremo essere capaci di sfruttare al meglio questa opportunità. Peraltro, non mi pare che “Sami” sia schierato politicamente. C’è chi vorrebbe farlo passare come persona a me vicina, ma lui ha sempre lavorato con tutti. Se qualcuno, poi, vuole sollevare questioni xenofobe e razziste... Negli anni in cui governava il centrodestra, “Sami” ha intrattenuto rapporti anche con l’allora sindaco Cammarata e con Miccichè, non perché politici, ma in quanto rappresentanti delle istituzioni».

Ma la designazione di Sami Ben Abdeaali è stata bloccata dai suoi assessori in giunta, non dalle polemiche di Gianfranco Miccichè.

«In giunta nessuno ha messo in discussione le qualità di “Sami”. Ma è stato chiesto che la nomina del presidente dell’Ircac si faccia insieme con quelle dei presidenti di Irfis e Crias. Sono d’accordo, ma a condizione che queste società non diventino succursali di partito. Nessuno deve poter avere, neanche lontanamente, che uno può ottenere un prestito in base all’appartenenza politica. Nei prossimi giorni, incontrerò i vertici della coalizione per trovare una soluzione che deve essere all’insegna della neutralità. Chi dovrà guidare queste società non deve avere tessera di partito. Poi, ci sono i rappresentati delle categorie che faranno parte dei consigli di amministrazione che eserciteranno il controllo sociale e politico delle scelte».

Però, le fibrillazioni in giunta e nella maggioranza ci sono. La travagliata approvazione e dei debiti fuori bilancio ne sono la prova.

«Ma le fibrillazioni riguardano la nomina dell’amministratore delegato dell’aeroporto di Catania, che è stato proposto dalle categorie professionali del mondo del commercio. I debiti fuori bilancio non c’entrano nulla. La lottizzazione sarebbe una iattura, ma non credo che vogliano questo».

Il presidente dell’Ars, Ardizzone, che ha sollecitato il deposito dei documenti contabili per avviare l’iter parlamentare, lei ha replicato che la giunta sta ritardando di due giorni, mentre il Parlamento perde mesi per approvare un disegno di legge.

«Nessuna polemica con Ardizzone, è giusto che la giunta trasmetta all’Ars bilancio e finanziaria al più presto. Concordo con lui che bisogna rispettare i tempi. Sabato scorso, alla fine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Palermo, alla presenza di Renzi, alcuni giovani mi hanno chiesto perché non si approva ancora il disegno di legge sul diritto allo studio che è da tempo a Palazzo dei Normanni, pronto per l’Aula. In ogni caso, presenteremo bilancio e finanziaria entro i termini».

Come certamente saprà, in alcuni settori della maggioranza, trasversalmente, circolerebbe l’idea di allungare i tempi per obbligarla a ricorrere all’esercizio provvisorio, per non darle il vantaggio di utilizzare il bilancio nell’anno delle elezioni.

«Noi in quindi giorni chiudiamo tutto, con l’obiettivo di approvare il bilancio 2017 e il disegno di legge di stabilità entro il 31 dicembre. Non oso credere che vi sia qualcuno della coalizione che voglia provocare un danno così grande alla Sicilia».

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