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La rivolta dei grillini sul web: «Sfiduciamo chi ha sbagliato»

Dopo lo scandalo delle firme false a Palermo si scatenano gli attivisti del movimento La richiesta più cliccata è quella del "recall" contro tutti i responsabili del pasticcio

La rivolta dei grillini sul web: «Sfiduciamo chi ha sbagliato»

Al lungo attacco segue una vera e propria conta, un sondaggio che dia numericamente la rappresentazione del dissenso. Secondo Daniele Romano uno degli ispiratori della protesta: «Dal momento che nessuno verrà a dare conto delle divergenze sul modo di condurre questa ed altre vicende, abbiamo pensato di dare la parola alla rete. La nostra protesta è rivolta agli eletti palermitani. Non vogliamo utilizzare questa storia triste in maniera strumentale, il malessere che esprimiamo è globale e complessivo».

Un dissenso che covava dunque latente da tempo e che trova adesso modo di esplodere, e che, secondo questa base, nel tempo si è completamente perduto: «Il recall, il momento di confronto» con la base nel quale i parlamentari venivano a dare conto delle cose fatte, di quelle da perfezionare e della realizzazione in progress di quello che si andava facendo è avvenuto solo una o due volte, anziché, come era previsto in maniera esplicita ogni sei mesi». Una rigidità forse eccessiva quella che era alla base delle regole condivise ed accettate, che però vincolava i parlamentari eletti ad un confronto con questa parte di attivisti che si ritiene sia stato disatteso. A chi fa notare che l’ampiezza della partecipazione al sondaggio al momento non ha dato esiti maggioritari (una quarantina di voti favorevoli a sfiduciare la rappresentanza e meno di 10 i contrari) Romano chiarisce che anche in passato su molti dei grandi temi e delle decisioni assunte all’interno del movimento, i plebisciti poggiavano su cifre di un consenso sminuzzato: «Nei numeri delle nostre assemblee prendevano parte concretamente e si pronunciavano una settantina di attivisti. In ogni caso il sondaggio è ancora i corso. Io comunque al di là della scarsa collaborazione con i magistrati da parte delle persone coinvolte, fatto di per sé grave e da condannare, denuncio l’intera gestione palermitana del movimento».

Ortodossia ed eresia però nell’universo «grillino» spesso sono facce sovrapponibili di una stessa medaglia. Anche per questo i militanti che spesso sono rimasti nell’ombra e defilati rispetto alle scelte effettuate dai vertici, temono che l’auspicato momento di confronto non arrivi mai, o peggio ancora sia differito nel tempo fino a quando il momento di difficoltà non sia diluito del tutto. Anche su questo Daniele Romano esprime concetti espliciti e timori ben precisi: «Noi chiediamo un’assemblea che abbia un valore a tutti gli effetti e sia rappresentativa e che vada oltre il perimetro de ‘Il Grillo di Palermo’, una cosa diversa da quello che si è fatto fino a questo momento». Infine arriva la distinzione, persino poco attesa che salva quanto di buono è stato fatto secondo gli attivisti dal gruppo parlamentare, all’Ars: «Nessuno deve personalizzare il nostro gesto. E’ chiaro che i metodi di cui siamo stati testimoni a Palermo vengono da noi condannati aspramente, ma riconosciamo il lavoro di Cancelleri e del gruppo all'Ars».

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